"Ultimo atto, basta con i bubboni" POMPEI. «E' vero, abbiamo dovuto spostare cinque milioni di euro da Pompei e altrettanti dalla Soprintendenza archeologica di Roma per ripianare i debiti del Polo museale di Napoli-Capodimonte, ma non ci sto a farmi dire che abbiamo fatto un gioco delle tre carte. Capisco le preoccupazioni di chi lavora sul campo, ma confido che nessun progetto sia bloccato e che in caso di necessità si trovino anche i soldi per gli interventi urgenti. E comunque è l'ultima volta: Capodimonte così non regge, basta con i bubboni». Riccardo Villari, sottosegretario ai Beni culturali, spiega che il dirottamento di fondi dai siti archeologici più ricchi (Pompei e Colosseo) al carrozzone di Capodimonte non si ripeterà: «Io sono napoletano, ma qui non si fanno più sconti. Una volta si può fare, sempre no. Stiamo scrivendo un nuovo regolamento in cui la gestione autonoma del Polo museale, nata nel 2003 e gravata da un debito così pesante, sarà valutata e rivista. La mia opinione è che la Soprintendenza speciale non si può tenere in piedi». Dunque il Polo museale napoletano, una volta tappato il buco di 12 milioni di euro, potrebbe essere eliminato. Villani non era ancora sottosegretario a marzo, quando è stato emanato il decreto salva Pompei (la sua nomina è avvenuta a maggio, dopo il passaggio parlamentare con i Responsabili), ma ne sta seguendo l'attuazione. Quanto agli impegni «per» Pompei, contenuti nel decreto ma non ancora concretizzati, il sottosegretario stila un calendario: 25 assunzioni entro settembre, sblocco di 105 milioni dai fondi per le aree sottosviluppate nei mesi successivi. «Il problema di Pompei non sono i soldi, che in cassa ci sono, ma i tempi di spesa che sono lenti, non meno di 18 mesi - precisa Vinari -. Ogni anno il 20 per cento resta non speso. Per questo stiamo pensando di affiancare alla Soprintendenza una società pubblica, Invitalia, per accelerare i tempi». Una sorta di braccio operativo, per quanto meno invasivo dei commissari di Protezione civile. Nel frattempo procedono i contatti con i 2500 imprenditori francesi che hanno offerto 200 milioni di euro, ma pretendono garanzie di affidabilità sulla spesa, che il ministero deve dare. Villani è ottimista ma non nasconde i problemi: «Pompei è un sito difficile in un contesto avvelenato, chiunque ci ha messo mano qualche problema l'ha avuto. Ma noi siamo consapevoli che questa volta dal fallimento non si salva nessuno».
A Capodimonte i fondi per Pompei
Il Polo museale di Napoli-Capodimonte ha dovuto spostare cinque milioni di euro da Pompei e altrettanti dalla Soprintendenza archeologica di Roma per ripianare i debiti. Il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari, afferma che non si ripeterà il dirottamento di fondi dai siti archeologici più ricchi al Polo museale. Villari spiega che la gestione autonoma del Polo museale sarà valutata e rivista e che la Soprintendenza speciale non si può tenere in piedi. Il Polo museale napoletano potrebbe essere eliminato una volta tappato il buco di 12 milioni di euro.
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