Sarà creata una task force per accelerare le procedure burocratiche e migliorare la qualità della spesa per il sito archeologico di Pompei. La strategia di governo, enti locali e forze produttive è stata decisa a Roma nel corso di un tavolo convocato dal sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari a cui hanno partecipato il consorzio di imprese della Defense di Parigi, la Regione Campania, i ministeri dello Sviluppo economico e dei Rapporti con le Regioni, l'Unesco e il presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Paolo Graziano. Le ritorse non mancano: 105 milioni dall'Ue, altri 200 milioni in dieci anni dagli imprenditori francesi e 150 milioni del piano Sud del governo. Una task force per accelerare le procedure burocratiche e migliorare la qualità della spesa. La sfida riguarda il sito archeologico di Pompei e vede in prima linea governo, enti locali e forze produttive. La strategia è stata decisa a Roma nel corso di un tavolo convocato dal sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Vinari - che ha la delega del ministro Giancarlo Galan - a cui hanno partecipato rappresentanti del consorzio di imprese della Defense di Parigi, della Regione Campania, dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Rapporti con le Regioni, l'Unesco e il presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Paolo Graziano. Le risorse non mancano: 105 milioni di euro vengono messi a disposizione dall'Unione europea, altri 200 milioni in dieci anni arriveranno dagli imprenditori francesi e 150 milioni sono previsti nel piano sud del governo. «L'obiettivo è dunque spenderli nel miglior modo possibile e rapidamente» chiarisce Villari. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio i tempi: oggi, dal momento in cui si ha la disponibilità dei fondi fino a quello in cui vengono materialmente investiti, trascorrono dai 18 ai 24 mesi. Ciò a causa delle lungaggini e delle procedure farraginose. E allora l'obiettivo è stringere i tempi puntando sulle sinergie istituzionali e sulla collaborazione bipartisan. Da qui la decisione di istituire una cabina di regia, coordinata dal Mibac, che avrà come protagonista anche l'Agenzia del ministero dello Sviluppo economico Invitalia. Il tutto anche per fornire garanzie e certezze agli investitori, italiani e stranieri, interessati al sito di Pompei (che ha perso mezzo milione di visitatori rispetto al 2007): oltre ai francesi, gli scavi archeologici attirano l'attenzione di diversi gruppi americani. Si ragiona a tutto campo, inoltre, sui progetti di valorizzazione dell'area: la priorità è la messa in sicurezza e la tutela del sito, ma al tempo stesso si pensa all'impiego delle nuove tecnologie per far conoscere e rendere maggiormente fruibili gli scavi. «Pompei - avverte infatti il sottosegretario ai Beni culturali - non dev'essere una cattedrale nel deserto». Tra le idee al vaglio degli esperti una campagna di comunicazione che porti le rovine archeologiche su Iphone e Ipad e una mappatura delle oltre 1.500 domus con l'utilizzo di laser e colori. Del resto c'è chi ci ha già pensato: una cooperativa di giovani di Arzano ha realizzato un'applicazione che consente visite virtuali agli appassionati, in qualsiasi parte del mondo si trovino.