L'affondo. «Risorse dirottate sul Polo museale? Falso, solo fango C'è bisogno di più dinamismo sulle decisioni da adottare» Il sottosegretario Villari: il primo passo è la sicurezza via alle assunzioni di 25 tecnici "Non faremo sconti a nessuno. La parola d'ordine dev'essere efficienza. La cultura può essere volano di sviluppo della Campania e del Mezzogiorno e noi non ci lasceremo sfuggire quest'occasione». E' determinato il sottosegretario ai Beni culturali, Riccardo Villari. Illustra il piano di rilancio di Pompei e tende la mano a istituzioni e partner privati. Pompei hai fondi ma non riesce a spenderli. Un paradosso. «Colpa delle procedure burocratiche. Le difficoltà di Pompei sono comuni a tutte le Sovrintendenze italiane più ricche: pur avendo risorse a disposizione, hanno una capacità di spesa pari al 20 per cento. Ma questo problema riguarda in generale tutti gli enti pubblici». Possibile che non ci sia una soluzione? «La stiamo studiando. Per questo motivo abbiamo dato vita ad una task force sotto la regia del Mibac, che non teme invasioni di campo. Abbiamo avviato una collaborazione istituzionale importante, che va oltre i confini nazionali, a cui guardiamo con interesse e soddisfazione». Cosa farete, in concreto, per prevenire altri disastri? «La messa in sicurezza è il primo passo da compiere, con la consapevolezza che Pompei non è di nostra proprietà ma è patrimonio dell'umanità. Ecco perché bisogna costruire nuove sinergie, aprirsi e mettere in rete gli scavi con il Comune e il santuario che complessivamente richiamano 4 milioni di visitatori all'anno. E poi dobbiamo valorizzare il sito e renderlo fruibile, accogliente e funzionale». Uno dei problemi da affrontare è la mancanza di personale. Qual è la risposta del Mibac? «Il decreto approvato di recente ci consentirà, subito dopo la pausa estiva, di offrire lavoro a 25 tecnici che potranno in parte sostituire coloro che sono andati via. Il personale in servizio, comunque, merita sostegno e attenzione perché lavora con impegno e professionalità». C'è chi vi accusa di aver sottratto fondi alle Sovrintendenze di Pompei e Roma per dirottarli sul Polo museale dl Napoli. «Si tratta di incomprensibili malevolenze. I giornali del Nord gettano fango sul Sud senza conoscere ciò che scrivono. Il meccanismo perequativo è una procedura ordinaria, in vigore da sempre. Le Sovrintendenze più ricche aiutano quelle in maggiore difficoltà. E' quanto accaduto a Pompei. Quanto al Polo museale, è chiaro che va avviata una seria riflessione poiché non è possibile ripianare continuamente le perdite senza alcuna prospettiva». Lei cosa propone? Di smantellare la struttura? «Dobbiamo discuterne anche con Comune e Regione individuando le soluzioni più idonee. Se, ad esempio, siamo tutti d'accordo sul fatto che il museo di Capodimonte sia difficilmente raggiungibile allora si può anche decidere di dare maggiore centralità a Palazzo Reale. Occorre, insomma, più dinamismo e noi siamo pronti a metterlo in campo».