Dovranno partire tra agosto e settembre dai Musei civici per l'esposizione che durerà un anno Vertice tra la soprintendente Damiani e il direttore uscente Romanelli. Alcune opere che dovevano partire rimarranno, sostituite da altre. Si stanno concludendo, a poco più di un mese dall'apertura a Tokyo della mostra «Ritratto di Venezia», le trattative tra Giandomenico Romanelli e la soprintendente Giovanna Damiani, colei che può autorizzare l'esportazione anche temporanea di opere d'arte. Voluta e curata dall'ex direttore dei Musei civici veneziani (dopo 30 anni lascia il 31 agosto e a sostituirlo sarà la direttrice del Mart di Rovereto Gabriella Belli) la mostra è previsto che apra i battenti il 13 settembre al Tokyo Museum di Edo per poi trasferirsi in altre città (Hiroshima, Kyoto, Nagoya, Natsuyama e Senday fino a novembre del prossimo anno). Le opere d'arte italiane non possono lasciare il paese, anche se per un breve periodo, senza l'autorizzazione delle Soprintendenze, che devono valutare lo stato di conservazione dell'opera, la compatibilità del trasporto ed altre condizioni prima di dare l'assenso. Le trattative, in questo caso, sono state frenetiche perché la mostra in Giappone ne prevede più di duecento e tutte usciranno ai Musei civici veneziani, dal Ducale al Correr, dal Mocenigo a quello del Vetro. Inizialmente, era previsto che partissero per la tourneè nipponica opere famosissime come il Leone di San Marco di Carpaccio, le Due dame dello stesso pittore, la Pianta di Venezia di Jacopo de' Barbari, la Madonna col bambino di Giovanni Bellini e il Ritratto del Doge Giovanni Mocenigo di Gentile Bellini, il Capriccio con portico di Canaletto, quindi Tintoretto e Giambattista Tiepolo. Se ne dovevano andare anche oggetti come il Globo terrestre del Coronelli, il cinquecentesco Atlante Nautico del Mondo, le monete con le raffigurazioni dogali In mostra, rigorosamente d'epoca, anche scarpe maschili, calze femminili (di seta), borsette, cappelleria decorate, gli altissimi zoccoli calcagnini che portavano anche le cortigiane, i ventagli. E, per le delizie della tavola imbandita e l'immagine della cucina di palazzo, i giapponesi vedranno anche stampi da forno e per dolci, maioliche per le salse, alzate da frutta e piatti di Bassano. Ci saranno i vetri di Murano. Al progetto iniziale, però, si è sovrapposto quello che non era stato previsto fosse un ostacolo, il via libera della soprintendente che - raccontano alcuni - non si è imposta con un diktat ma avrebbe utilizzato la moral suasion per convincere Romanelli. Giovanna Damiani non avrebbe utilizzato l'argomento dell'impoverimento dei musei veneziani per un anno - anche se bisognerebbe pensare a chi pagherà il biglietto e non potrà vedere quelle duecento opere trasferite momentaneamente in Giappone - ma soprattutto quello della loro salvaguardia.
Venezia, Musei Civici. Trattativa per esportare le 200 opere
La mostra "Ritratto di Venezia" partirà tra agosto e settembre dai Musei civici veneziani e partirà per la tourneè nipponica. La mostra, curata dall'ex direttore dei Musei civici veneziani Giandomenico Romanelli, prevede l'esportazione di oltre duecento opere d'arte italiane, tra cui opere di Carpaccio, Bellini, Canaletto, Tintoretto e Tiepolo. Le opere dovranno essere autorizzate dalla soprintendente Giovanna Damiani, che ha utilizzato la moral suasion per convincere Romanelli. La mostra sarà aperta al Tokyo Museum di Edo il 13 settembre e successivamente trasferirsi in altre città giapponesi fino a novembre.
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