La notizia apparsa sabato sul vostro quotidiano a firma di Vittorio Emiliani è totalmente falsa e fantasiosa. Le considerazioni di carattere personale e le insinuazioni che mi vengono rivolte, le rispedisco al mittente, concentrandomi su cose più serie. Sulla vicenda invece del Polo Museale di Napoli voglio precisare che, il meccanismo perequativo secondo il quale le soprintendenze «più ricche» possono ripianare il rosso delle più «povere», è un fatto ordinario. La malevolenza con cui si insinua che, in quanto napoletano e sottosegretario ai Beni Culturali, avrei esercitato pressioni per attuare questo meccanismo a favore del Polo Museale di Napoli è falsa e priva di ogni fondamento, in quanto non me ne sono mai personalmente occupato. 110 milioni di euro di passivo del Polo Museale, saranno ripianati secondo il citato meccanismo di perequazione, stornando 5 milioni rispettivamente dalle Soprintendenze Speciali Archeologiche di Roma e di Pompei, con il consenso delle stesse e senza alcuna pressione da parte di nessuno. In un momento in cui si parla tanto di stravolgimenti del Federalismo, sono certo di aver dimostrato di avere a cuore l'intero patrimonio artistico italiano e di aver, anzi, combattuto contro ogni forma distorta di campanilismo. Sono meridionale ed amo la mia terra, ma ho sempre lavorato per il paese e credo che, se anziché cercare fantasmi, ci si impegnasse nella ricerca delle vere storture del sistema, avremmo sicuramente un Patrimonio culturale ed artistico migliore. Riccardo Villari Il sottosegretario Villari omette due dati di fondo: 1) le Soprintendenze speciali devono essere autosufficienti, se quella del Polo Museale di Napoli non lo è, pur amando anche noi molto il Sud, va ridotta a Soprintendenza «normale» (meno spendereccia); 2) all'archeologia di Roma e Ostia i 5 milioni di euro sono stati sottratti «col consenso» dell'architetto Cecchi commissario straordinario all' "emergenza»: se si lascia sfilare quei denari, l'emergenza-crolli e altro non c'è più, e dunque deve dimettersi. Il resto? Parole in libertà, transumanti come il senatore Villari. Vittorio Emiliani