Rinasce il Giardino degli Aranci. Parco Savello all'Aventino, culla degli amori romani ombreggiati dalle foglie dei melangoli che profumano d'agrumi davanti allo scorrere incessante del Tevere, tornerà tra breve alla sua primitiva bellezza. La stessa che aveva immaginato il suo creatore, l'architetto Raffaele De Vico, quando nel 1932 ne aveva disegnato il profilo caratterizzato dai filari circolari di aranci amari a delimitare le aiuole e le panchine. I lavori sono cominciati il 29 novembre e si concluderanno forse già a metà del prossimo anno. Per i romani un regalo inatteso che, insieme agli imminenti restauri vegetativi di numerose ville storiche tra le più belle della capitale, arriva da un finanziamento di 4,5 milioni di euro dal piano di investimenti per il verde pubblico dell'assessorato all'Ambiente. «Malgrado i tagli al bilancio - spiega l'assessore Dario Esposito - siamo riusciti a mantenere una fetta di fondi per le nostre ville che ci permetteranno di procedere ad un restauro vegetativo, in molti casi sostenuto dal rinnovo degli arredi e degli impianti di irrigazione e illuminazione in accordo con la Acea, di cui molte necessitavano urgentemente». Numerosi di gli interventi già in scaletta dopo la recentissima (due settimane fa) riapertura di Villa Fiorelli. «Sono stati ripristinati moltissimi alberi di pregio, come cedri del Libano e magnolie, ricostituito il manto verde delle aiuole e creati percorsi di terra stabilizzata, con brecciolino scheggiato, che permettono anche il passaggio delle carrozzine e delle biciclette - spiega Massimo Carlieri, responsabile della progettazione del verde nella ville storiche romane - un lavoro lungo ma di cui Villa Fiorelli e gli abitanti del quartiere sentivano molto il bisogno». Tra un paio di settimane sarà Villa Chigi, lo splendido parco del quartiere Trieste al cui progetto di ricostituzione dei lunghi filari di lecci secolari secondo l'originale disegno ottocentesco hanno lavorato l'architetto Provantini e Angelico Bonuccelli, a riaprire i suoi giardini. Poi a gennaio, mentre si continuano i lavori appena cominciati al Giardino degli Aranci, dove torneranno numerosi i melangoli, le aiuole verdi delimitate dal peperino, le antiche panchine in travertino e si riaffaccerà l'antica collezione di aranci in vaso a decorare il giardino, si comincerà con i nuovi cantieri. Villa Torlonia, con il ripristino degli antichi viali alberati disegnati da Valadier nell'800 e le grandi palme fenix a sottolineare le due grandi aiuole circolari all'ingresso di via Nomentana, e Villa Mercede, altra villa molto cara ai romani ma da lungo tempo in un stato disastroso, saranno le prime. «Per evitare episodi di vandalismo - spiega il direttore del Servizio Giardini Stefano Mastrangelo - lungo i muri perimetrali di Villa Mercede saranno disposte delle staccionate ricoperte di rose rampicanti. Panchine e impianto di illuminazione saranno nuovi con la disposizione dei lampioni modello Trastevere a lanterne sfaccettate, e tornerà il manto verde in tutta la villa esclusa l'area centrale dove una platea polifunzionale sostituirà l'attuale area pattinaggio». A febbraio al via anche i lavori nella seicentesca Villa Carpegna, mentre si sta lavorando al progetto di riqualificazione del Parco Casilino Labicano. E a marzo parte il restauro dell'area verde delle ex Scuderie di Villa Ada che ospiterà il Museo del Giocattolo. «E' un progetto ad ampio respiro che unisce le nostre competenze alle risorse dell'assessorato alle Politiche Culturali - spiega Stefano Mastrangelo, direttore del servizio Giardini - Il nostro impegno riguarderà il ripristino vegetazionale dell'area che circonda le attuali ex scuderie».