Il sovrintendente: «I tempi si dilatano nell'attesa delle integrazioni» LUCCA. Quattro mesi. Cinque al massimo per ottenere il parere della Sovrintendenza sui progetti che riguardino immobili vincolati come monumenti nazionali. O di particolare interesse storico, artistico, architettonico. Se questi tempi si dilatano - scrive il sovrintendente Agostino Bureca all'ordine degli architetti - è solo perché la documentazione fornita per ottenere il nulla-osta è incompleta. E fino a quando non viene integrata, l'iter non può riprendere. Così rispondone le Belle arti ai professionisti che cercano un modo per migliorare i rapporti con il ministero e, soprattutto, velocizzare le pratiche. Non a caso, in una lettera del 12 luglio, l'ordine degli architetti aveva sollecitato provvedimenti in tal senso alla Sovrintendenza, proponendo anche la redazione di un abaco, un insieme di linee guida alle quali attenersi almeno nella progettazione di interventi di minimo impatto. Ma se per le Belle arti un vademecum del genere è incompatibile per gli interventi previsti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, lo è ancora meno per interventi su edifici vincolati come monumenti. «Gli interventi da eseguirsi su beni culturali - osserva Bureca nella lettera agli architetti - si configurano come il risultato di una riflessione storico-critica che desume dalla realtà stessa della preesistenza architettonica i fondamentali riferimenti di metodo per poi tradurli in concrete scelte operative e tecniche. È dunque dalle scelte concettuali di fondo, legate alla conoscenza del singolo bene culturale e al riconoscimento di fondo dell'interesse culturale, che discendono le diverse proposte operative diversificate in ragione della natura e della storia propria di ogni singola opera. Ogni operazione, in linea ideale e possibilmente pratica, dovrebbe garantire il rispetto di alcuni criteri di base. Se però risulta ormai chiaro che il restauro architettonico possiede peculiarità disciplinari specifiche, va altresì sottolineato che ogni oggetto da restaurare costituisce, un complesso universo non generalizzabile. Di conseguenza, èdifficile individuare precettistiche fissate a priori. E doe non è possibile riferirsi a regole generali, è il progetto che assume importanza primaria e, anzi, diviene tanto più valido quanto più si radica e trae indicazioni dalle singolarità identitarie della situazione in esame». Tuttavia in qualche modo i professionisti si possono agevolare. A seconda della tipologia dell'intervento - ricorda Bureca - la norma dispone «che la richiesta di autorizzazione sia accompagnata da una descrizione tecnica o da un progetto e la relativa modulistica e documentazione da presentare ai fini del rilascio dell'autorizzazione è scaricabile dal sito istituzionale della Soprintendenza a www.sbappsae-lu.beniculturali.it link servizi al cittadino - procedimenti amministrativi». Questo, per quanto riguarda la parte burocratica. Ma anche una pratica ben confezionata non necessariamente ha diritto all'autorizzazione delle Belle arti. La normativa vigente, infatti, consente «al ministero di negare l'autorizzazione - precisa Bureca - qualora ritenga che i lavori "siano dannosi all'immobile o ne alterino in qualunque modo il carattere o l'interesse"». Ugualmente, la normativa contempla la possibilità per la Sovrintendenza «di respingere i progetti presentati, laddove non li reputi sufficientemente appropriati». Diventa, però, difficile - sottolinea il dirigente - concordare preventivamente un progetto fra professionista e Sovrintendenza anche alla luce della giurisprudenza prevalente «in base alla quale la progettazione sui lavori su immobili assoggettati a vincolo appartiene all'esclusiva competenza degli architetti che si avvalgono per la parte tecnica della collaborazione degli ingegneri». Precisato questo, però, Bureca ammette che non possono essere interminabili i tempi di rilascio o di diniego del nulla-osta. Non a caso, sono stati definiti per legge i termini: l'autorizzazione, infatti, secondo quanto previsto dal Codice Urbani, deve essere rilasciata entro 120 giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza. Questo termine può essere sospeso nel caso in cui il ministero «chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio». La sospensione dura fino «al ricevimento della documentazione richiesta». Se non c'è bisogno di integrazioni e la Sovrintendenza non risponde nei 120 giorni di legge, allora il tecnico (o il richiedente) può inoltrare una diffica a provvedere entro ulteriori 30 giorni. Passati anche questo mese - conclude Bureca - l'istanza «non si intende respinta tramite silenzio-rigetto, ma, attualmente si configura una specifica ipotesi di silenzio-inadempimento innanzi al giudice amministrativo».
LUCCA - Cinque mesi per i nulla osta delle Belle arti
Il sovrintendente Agostino Bureca ha scritto una lettera agli architetti in cui spiega i tempi necessari per ottenere il nulla-osta per i progetti di interventi su immobili vincolati come monumenti nazionali. Secondo Bureca, i tempi si dilatano perché la documentazione fornita per ottenere il nulla-osta è incompleta. Ha anche spiegato che ogni oggetto da restaurare costituisce un complesso universo non generalizzabile e che non è possibile riferirsi a regole generali. Ha inoltre spiegato che la normativa vigente consente al ministero di negare l'autorizzazione qualora ritenga che i lavori siano dannosi all'immobile o ne alterino in qualunque modo il carattere o l'interesse.
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