Augusta. L'unico ostacolo che ci separa dalle origini della civiltà è un pastore tedesco che ringhia minaccioso. E dire che arrivare fin qui - alle porte del parco archeologico di Megara Iblea - è stato tutt'altro che semplice. Un tesoro nascosto fra le ciminiere della zona industriale aretusea, indicato soltanto da una segnaletica fai-da-te: fogli di carta in formato A4 che sembrano ancora più invisibili, appiccicati sugli enormi cartelli degli stabilimenti del Petrolchimico. Dall'autostrada Catania-Siracusa arrivare ai resti di una delle più antiche colonie greche è quasi un'impresa. Perché se si segue il cartello "Scavi di Megara Iblea" dallo svincolo di Augusta ci si smarrisce dopo qualche chilometro a causa dell'assenza di ulteriori indicazioni; meglio arrivarci da una delle uscite successive - quella di Melilli - e poi tornare indietro verso Augusta sgranando gli occhi per non perdere nessuno dei "foglietti" turistici. Ma siamo arrivati a Megara Iblea. E, come una sorta di premio per la nostra tenacia, entriamo con l'auto fin quasi agli scavi senza che nessuno ci dica nulla. La casetta-biglietteria evidentemente è abitata da qualche essere umano, ma - forse perché sono le quattro del pomeriggio - nessuno esce il naso fuori dalla porta. Sedata la tentazione di entrare fin dentro gli scavi, posteggiamo davanti a un cancello aperto a metà. E ci fermiamo. Convinti di aver capito una delle ragioni per cui lo scorso anno gli ingressi complessivi sono stati 883, con 482 paganti per un incasso di 1.610 euro. Entriamo. Per condividere questo pomeriggio di fuoco e di pietre con quattro turisti stranieri. Francesi, forse. In fuga dopo qualche minuto. Hanno pagato un biglietto di quattro euro per un viaggio a ritroso fino all'età del Neolitico, alla quale risale il primo insediamento di Megara. Ma fu come colonia ellenica che questa città si sviluppò, dopo che il re siculo di Hybla concesse ai greci provenienti da Megara (presso Atene) il privilegio di insediarsi. Già nel VII secolo a. C. Megara era una metropoli: un distretto commerciale e artigianale, una città ricca che si espandeva fondando anche alcune subcolonie fra cui Selinunte. 30072011