Finanziamenti fino a 200 mila euro con fondi europei. Lassessore: "Cè lopportunità di creare 1.200 posti di lavoro" Missineo: "Controlli stringenti a partire dalle graduatorie" Il bando in Gazzetta il 13 agosto Lassessore Sebastiano Missineo assicura che «non sarà la solita pioggia di finanziamenti a vuoto». Certo è che si tratta di uno dei bandi più importanti pubblicati nellIsola nel settore dei beni culturali: ben 48 milioni di euro (fondi Ue) che distribuiranno fino a 200 mila euro a circa 240 tra cooperative o associazioni culturali che presenteranno un progetto di «valorizzazione» di piccoli musei e beni archeologici e culturali sparsi per tutta la Sicilia attraverso la gestione dei servizi aggiuntivi e lorganizzazione di eventi. Sulla carta un progetto virtuoso, che rischia però di rivelarsi poco incisivo e quindi la solita pioggia di finanziamenti a vuoto vista la parcellizzazione degli aiuti. Per lassessore si «tratta di una scommessa che i siciliani devono saper cogliere perché cè lopportunità di creare oltre 1.200 posti di lavoro». Ma chi può presentare le domande? Come funzionerà la selezione dei progetti? E, soprattutto, quali controlli ci saranno per evitare che questi fondi vengano sprecati? Sul primo fronte il bando è aperto a cooperative giovanili e associazioni culturali, e in generale liniziativa è indirizzata alle piccole imprese. Questi potranno presentare progetti di «valorizzazione e gestione dei servizi aggiuntivi» di piccoli musei cittadini e aree archeologiche che non stanno per essere affidate ai privati attraverso la mega gara pubblicata lo scorso anno. Possono essere poi finanziate iniziative che riguardano beni come le tonnare o i castelli mediaveli, solo per fare un esempio. «Chiaramente le cooperative o le onlus che vogliono gestire i servizi aggiuntivi e promuovere iniziative che attraggano visitatori devono avere già il via libera di chi attualmente ha in custodia il bene, che si tratti del Comune, delle Province o ancora delle Diocesi», spiega Missineo. Le iniziative possono riguardare anche beni privati. A poter presentare domanda di finanziamento fino a 200 mila euro possono essere anche singole coop di archeologi che vogliono iniziare a lavorare nel campo dei lavori pubblici e privati in centri storici e aree limitrofe ad aree archeologhe: appalti per i quali è necessaria una perizia che escluda linteresse archeologico. «Questi lavori oggi vengono affidati spesso a grandi imprese che sfruttano i nostri giovani, che invece noi adesso vogliamo provare a sostenere». Un tassello importante però è quello dei controlli, per evitare che si finanzino progetti fasulli. Basti pensare a cosa è accaduto con bandi simili nel settore della formazione, con la Regione che con fondi europei stava finanziano corsi per esperto in finanza con stage da fare in una carrozzeria o ancora, nei cantieri lavoro. «I controlli saranno stringenti già nella valutazione dei progetti - dice Missineo, che pubblicherà il bando in Gazzetta il prossimo 13 agosto - Daremo un punteggio alle iniziative giovanili. Inoltre controlleremo lesecuzione dei progetti. La Corte dei conti vaglierà le graduatorie, come ha già fatto per limpostazione del bando per la quale ha dato il via libera». a. fras.