I cinquecento anni di Vasari La promessa del ministro. Sindaco ottimista: era ora, è da tempo che sollecito Roma LArchivio Vasari deve passare allo Stato. Lha ribadito ieri Giancarlo Galan, ministro per i Beni Culturali ricordando il cinquecentenario della nascita di Giorgio Vasari avvenuta il 30 luglio 1511 ad Arezzo. Un anniversario che anche Google ha voluto celebrare, inserendo nella seconda "O" del suo nome lautoritratto dellartista incorniciato in decorazioni classicheggianti che rimandano al Rinascimento. Già nel maggio scorso, allorché si era interrotta la complessa, controversa trattativa attraverso la quale le carte del geniale pittore, architetto e letterato vissuto alla corte dei Medici, stavano per essere vendute a una società russa per 150 milioni di euro, il ministero aveva assicurato di aver pronto uno stanziamento per lacquisto. Ma il negoziato con i proprietari deve essere a un punto morto, visto che adesso Galan lamenta come questo "fondamentale traguardo non sia stato ancora raggiunto, poiché lArchivio Vasari continua a trovarsi nella disponibilità di privati. Ma deve diventare al più presto di proprietà pubblica». Di 31 faldoni consiste il prezioso fondo (comprendente le note autografe dellartista relative ai suoi lavori, oltre al carteggio con i maggiori personaggi dellepoca tra cui cinque pontefici e Michelangelo) già vincolato da un decreto ministeriale del 1994 e riconosciuto documento di notevole interesse storico: ciò che lo rende inamovibile dalla sua sede attuale, il museo di Casa Vasari. E in effetti molte perplessità, assieme alle preoccupate richieste dintervento governativo da parte della città di Arezzo e del mondo della cultura, aveva sollevato nel 2009 lannuncio della vendita ai russi. Al punto che il ministero si era fatto avanti per comprarlo a condizioni ragionevoli e secondo il suo reale valore di mercato. Che, stando a una perizia ordinata dal tribunale di Firenze, è stimato in 2,5 milioni di euro. «Apprezzo molto lintendimento di Galan. Sono anni che sollecito il ministero ad intervenire per rilevare lArchivio e sono pronto a sostenerlo in una sua eventuale iniziativa», dichiara Giuseppe Fanfani, sindaco di Arezzo. Il quale a proposito degli eredi Festari, proprietari delle carte vasariane, ha rivelato di non sentirli da tempo, pur sperando «che si facciano vivi e siano disponibili a trattare». Fanfani si è pure detto orgoglioso delliniziativa di Google. Così come Cristina Acidini, soprintendente per il Polo museale fiorentino, grata al motore di ricerca «che ancora una volta ha dimostrato la sua attenzione e la sua sensibilità verso il mondo dellarte». Daltronde, ha spiegato Galan, «in unItalia in cui più di una perplessità ci rende smarriti se non sgomenti», è un atto dovuto rendere omaggio alla figura di Vasari, «pioniere di riflessioni che hanno dato al mondo civile strumenti critici validi a tuttoggi per comprendere il senso del fare artistico».
FIRENZE - "Comprare lArchivio, subito". Galan simpegna. E Google dedica la home allartista
Il ministro per i Beni Culturali, Giancarlo Galan, ha ribadito l'importanza di passare l'Archivio Vasari allo Stato. Il fondo, che comprende note autografe dell'artista e carteggio con personaggi dell'epoca, è stato vincolato da un decreto ministeriale del 1994 e riconosciuto documento di notevole interesse storico. Galan ha lamentato che il negoziato con i proprietari non sia stato ancora raggiunto e ha richiesto che l'Archivio diventi di proprietà pubblica. Il sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, ha espresso il suo sostegno all'iniziativa e ha affermato di non sentirsi più con i proprietari delle carte vasariane, Festari.
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