Lunedì inizieranno i lavori di manutenzione del Mausoleo Ossario Garibaldino al Gianicolo. Il monumento custodisce, oltre alle spoglie di altri valorosi patrioti, quelle di Goffredo Mameli, il giovane poeta genovese, autore dell'inno d'Italia, ferito a morte proprio sul Gianicolo nel 1849 a soli 22 anni. L'intervento prevede opere di pulitura e disinfezione delle superfici in travertino, verifica e messa a nonna degli impianti esistenti, sigillatura delle lastre della pavimentazione centrale e di alcuni gradini per impedire l'infiltrazione di acqua nella cripta. I lavori eseguiti dalla Ditta Lepsa S.r.l., speciali7gata in lavori di restauro, sotto la direzione scientifica della Sovraintendenza Capitolina, prevedono un costo di circa 20.000 euro. Il Mausoleo Ossario Garibaldino sorge sul Gianicolo nella località detta Colle del Pino, dove tra il 30 aprile e i primi giorni del luglio 1849, guidata da Giuseppe Garibaldi, si svolse l'ultima strenua difesa della Repubblica Romana, proclamata il 9 febbraio dello stesso anno. Progettato dall'architetto Giovanni Jacobucci (1895-1970) e solennemente inaugurato il 3 novembre del 1941, dopo due anni di lavori, il Mausoleo accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1849 al 1870. L'esigenza di ricordare i caduti per Roma fu posta con forza all'indomani della presa di Porta Pia. Nel 1878-1879lo stesso Garibaldi e il figlio Menotti furono tra i promotori della legge che riconobbe nel Gianicolo il luogo dove raccogliere i resti dei patrioti. Fu quindi realizzato il primo sepolcreto sulla base di minuziose ricognizioni effettuate per individuare le salme, mentre quelle del 1870 erano ancora sepolte sui luoghi delle battaglie presso le Mura. L'idea di realizzare un Mausoleo fu ripresa negli anni Trenta del 900 dal figlio di Menotti, Ezio Garibaldi.