Un dipinto così piccolo non poteva che venir realizzato per essere portato sempre con sé. Nella tasca di un paltò o tra le pieghe di una tela bianca, una fotografia ante litteram a cui dare una sbirciati-na negli attimi di nostalgia, nei tanti momenti della giornata in cui il pensiero andava all'amata. Secondo la storica dell'arte Alba Maria Continelli non ci sono dubbi: il microscopico dipinto su avorio che ritrae una giovane donna coi capelli rossi sciolti sulle spalle è il ritratto che Silvestro Lega fece alla persona che amò più di tutte, Virginia Batelli, giovane fiorentina di Bellariva, a casa della quale il pittore visse come ospite per ben dieci anni, nel periodo più fulgido della sua carriera. «Virginia appare in diverse opere dell'artista spiega Alba Maria Continelli come il Canto dello stornello o L'elemosina, ma è sempre ritratta insieme ad altre persone e nelle vesti di modella; questo è il primo vero ritratto della donna attribuito a Lega». Di proprietà di un antiquario torinese, il piccolo ovale d'avorio è arrivato nelle mani della studiosa nei giorni in cui è stata allestita la mostra Silvestro Lega? Può essere! che si conclude questo fine settimana a Modigliana, paese d'origine del maestro, in provincia di Forlì-Cesena. «Uno degli obiettivi della mostra era proprio questo spiega Continelli ovvero aprire il dibattito sulle attribuzioni e andare alla ricerca di opere inedite, che l'artista ha certamente lasciato, essendo stato un pittore molto attivo». Nessuno si sarebbe aspettato però di trovare questo tesoro mignon con tanto di firma (il nome di Lega appare in corrispondenza della spalla destra di Virginia) che racchiude in uno spazio minuscolo 11,5 centimetri di altezza per 7,5 di larghezza un retroscena importantissimo della vita del macchiaiolo, che tanto influenzò anche la sua produzione artistica. Sì, perché la residenza della famiglia Batelli sorgeva in una zona della città che oggi sarebbe complicato riconoscere con esattezza, ma che corrisponde all'incirca a quel tratto di Firenze nei pressi della chiesa di San Salvi, a due passi dal torrente Affrico (oggi interrato), che è lo stesso in cui il pittore diede vita, insieme a Telemaco Signorini, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati e Raffaello Serves, alla scuola di Piagentina, corrente pittorica specializzata nella macchia che prese il nome da quello scampolo di campagna ai margini della città tutta scorci di verde, casupole, villette e campi coltivati, immortalato in moltissime tele dell'epoca. «La tesi che si tratti di un Lega inedito è avvalorata dalla storia che il piccolo quadro porta con sé continua la storica dell'arte che da quarant'anni studia la produzione di Lega E stato trovato dall'antiquario torinese che oggi lo possiede nei pressi di Vercelli, nella stessa zona in cui il fratello di Silvestro, Ettore Lega, visse gli ultimi anni della sua vita. E già allora si diceva che la donna dell'ovale fosse proprio la compagna del pittore». E oltre agli spostamenti che verosimilmente l'opera può aver compiuto dopo la scomparsa dell'artefice, c'è anche la cifra stilistica, inconfondibile all'occhio degli esperti. «Mi sono commossa quando l'ho visto per la prima volta racconta Alba Maria Continelli La pennellata è attenta e molto fluida, probabilmente è stato usato un pennello sottilissimo, e poi si legge chiaramente, oltre alla maestria, l'amore che c'è dietro, in grado di sublimare l'immagine». Il terzo e ultimo dettaglio, da non sottovalutare, è la data di esecuzione del ritratto, il 1869. «Virginia Batelli era nata nel 1835 e morì di tisi nel giugno del 1870, all'età di 35 anni continua la studiosa Se si osserva con attenzione il volto della donna del ritratto anche l'età sembra combaciare, quella che si ha di fronte non è una ragazzina, ma una giovane signora, già matura». Un amore travagliato quello della coppia, consumato nel segreto perché, nonostante lei venisse da una famiglia con una mentalità abbastanza aperta, la giovane era reduce da una precedente esperienza matrimoniale e il fatto che si accompagnasse con un altro uomo non era ben visto. Amore nascosto dunque, vissuto tra una pennellata e una lezione di piano, che la giovane impartiva nella dimora fiorentina prima di essere colpita dalla malattia che la consumò per otto mesi durante i quali Lega le stette sempre accanto, prima di vederla morire e di cadere in una profonda depressione che lo portò via da Firenze per poi ritornare cinque anni più tardi. Non ci sono altri documenti a parte questa piccola, tenera immagine, non esiste un carteggio o dei messaggi che testimonino la relazione tra i due. Oggi, a distanza di oltre un secolo dalla morte del pittore, Alba Maria Continelli, insieme a Vincenzo Staffa, dà alle stampe un romanzo, "Dal gran mare del nulla. Silvestro Lega pittore" (Edizioni Gruppo Albatros) che racconta, romanzandola un po', la storia d'amore vista con gli occhi di chi ha studiato a lungo la personalità schiva e intrigante del grande macchiaiolo.
EMILIA ROMAGNA - Un amore alla macchia Ritrovato l'ovale d'avorio con il volto della ragazza-musa di Silvestro Lega È la giovane Virginia Batelli, conosciuta da ospite in una casa a Bellariva.
Un dipinto su avorio ritrae una giovane donna coi capelli rossi, attribuita a Silvestro Lega, un pittore fiorentino. Il ritratto è stato scoperto in una mostra a Modigliana, in provincia di Forlì-Cesena, e la storica dell'arte Alba Maria Continelli lo attribuisce a Lega. Il dipinto è datato 1869 e rappresenta Virginia Batelli, una giovane fiorentina che visse con Lega come ospite per dieci anni. La storia dell'amore tra Lega e Batelli è stata oggetto di dibattito, ma la studiosa continua a sostenere che il ritratto sia autentico.
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