Il conteggio fatto dagli esperti ha valutato circa 16 milioni di euro la media del fatturato nel triennio. Il Comune: «Non saremo inerti...» Le Grotte di Catullo di Sirmione, con annesso Museo Archeologico e il Castello Scaligero, sono da oggi disponibili per essere prelevate dal privato migliore offerente, a patto che riesca a mettere sul piatto del Ministero per i Beni Culturali almeno 16 milioni e 300 mila euro, euro più euro meno, con l'aggiunta dell'onnipresente Iva. In cambio, chi dovesse aggiudicarsi la gara per i beni culturali della Penisola di Catullo (la scadenza per presentare i documenti è fissata per il 26 settembre prossimo) potrà gestire per otto anni un numero considerevole di attività turistico-culturali all'interno dei tre siti archeologici. Ma il sindaco Alessandro Mattinzoli mette già le mani avanti: «Non ce ne staremo con gli occhi chiusi, ma attenti all'evolversi della situazione, per esercitare il dovuto controllo sui tre beni artistici di punta non solo di Sirmione ma, crediamo, dell'intera Lombardia». Chiediamo al sindaco se ci possa essere un possibile interessamento al bando di concessione da parte del Comune. «Si tratta di un'iniziativa da valutare con estrema attenzione perché non è da escludere che l'amministrazione comunale abbia un interesse a concorrere al bando, o direttamente o indirettamente, o in sinergia con altri. È per questo - conclude il sindaco - che vogliamo prestare attenzione su come si svilupperà la situazione». Secondo la Direzione regionale per i Beni culturali della Lombardia, gestire i tre pezzi pregiati dell'archeologia lombarda a Sirmione vale oltre 16 mln di euro. Il conteggio fatto dagli esperti della Soprintendenza milanese fa riferimento alla media del fatturato annuale presunto per il prossimo triennio per i servizi generatori di margine economico, mentre per il solo servizio di biglietteria è stato preso in considerazione il fatturato annuale degli ultimi tre anni. In dettaglio, la biglietteria con annesso guardaroba vale ben 7 mln e 520 mila euro, la vendita di prodotti editoriali e di oggettistica quasi 2 mln e 700mila euro, il bar-caffetteria e tavola fredda 3mln e 875 mila curo. La gestione del sito internet 382 mila euro, le prenotazioni e prevendite 125 mila euro, le visite guidate 426 mila, l'organizzazione eventi e mostre 284 mila, la progettazione e il noleggio di audioguide 574 mila euro. A queste voci se ne devono aggiungere delle altre, come il marketing e la comunicazione, la realizzazione di prodotti editoriali e oggettistica, che non sono al momento però quantificabili. Il bando prevede, inoltre, una serie di requisiti e limitazioni per i partecipanti al bando, ovvero professionalità ed esperienze maturate nei vari servizi concessi, oltre naturalmente a doti morali. Le domande potranno essere trasmesse a partire dal 1 settembre e fino al 26 dello stesso mese. Si saprà solo allora se i tre pezzi da novanta dell'arte lombarda finiranno nelle mani di un privato.