Slitta almeno di un giorno la firma sull'alta velocità il 3 agosto il ministro alle infrastrutture Altero Matteoli è impegnato nel consiglio dei ministri e intanto i No-Tav affilano le armi. La firma però, a meno di clamorose sorprese arriverà, e con lei cento milioni di euro per il Comune. «Abbiamo sempre detto che il progetto per il nodo fiorentino non è il migliore del mondo per funzionalità. Abbiamo portato avanti un confronto per due anni, anche molto duro, per poter fare dei cambiamenti, ma non siamo riusciti a cambiare l'ubicazione della stazione ha detto ieri il sindaco Matteo Renzi Però a un certo punto si decide: se Ferrovie, Trenitalia, Rfi, Regione e Provincia accetteranno un accordo che porti le necessarie ricadute per la città, noi siamo pronti a discutere, a verificare ed eventualmente a firmare. Il tunnel di per sé non è un problema, nel momento in cui si fanno le metropolitane a Roma e ad Atene. Il problema è la garanzia tecnico-scientifica, che non è mai stata in discussione, e l'efficacia della scelta di mettere la stazione da un'altra parte in termini di ritorni economici e strutturali per la città». Sempre ieri un esposto per chiedere la sospensione dei lavori del nodo fiorentino dell'Alta velocità per nuove pesanti irregolarità nel progetto» è stato depositato dal comitato «No tunnel Tav» e da Italia Nostra e il consigliere comunale Mario Razzanelli (Lega Nord) ha annunciato che chiederà un incontro con il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan «perché fermi tutto» e l'organizzazione di un presidio di protesta, «anche a Roma, sotto gli uffici delle Fs, se necessario». Per le due associazioni «il Genio civile ha rilevato il 19 luglio gravi criticità nella relazione geologica e geofisica allegata al progetto e ci sarebbero inosservanze delle norme antisismische», mentre Razzanelli contesta «la mancanza di Via e autorizzazione paesaggistica» e chiede lo stop dei cantieri.