Il battaglione fiorentino dei No Tav spara altre due bordate contro le Ferrovie. Due sassolini lanciati da Davide nell'occhio di Golia che si presume cambieranno ben poche carte in tavola ma che testimoniano un sentimento chiaro: nonostante i lavori per il tunnel dell'Alta Velocità siano già stati avviati (sia pure ad andamento lento), alla vigilia della firma del nuovo protocollo tra Comune, Provincia e Regione con le Ferrovie, in città c'è ancora chi non si arrende all'idea di vedersi "sbudellare Firenze sotto gli occhi senza combattere". Due le azioni degli anti-tunnel, figlie di due anime diverse del movimento. Da una parte c'è l'indomabile Ornella De Zordo, capogruppo di Perunaltracittà, che assieme al consigliere comunale verde Tommaso Grassi presta faccia e muscoli all'ultimo affondo del comitato No Tunnel Tav e di Italia Nostra che in queste ore hanno depositato la richiesta di sospensione dei lavori del nodo fiorentino "per nuove pesanti irregolarità rilevate nel progetto". Dall'altra parte c'è Mario Razzanelli. Il capogruppo della Lega in Palazzo Vecchio, ora "isolato" ("Non per mia volontà" precisa lui) da alcuni esponenti dei comitati per ragioni politiche, ha consegnato a Carabinieri e Polizia Municipale una dettagliata documentazione "che dimostra con chiarezza come manchi totalmente l'autorizzazione paesaggistica per la realizzazione della stazione Foster". Partiamo dai comitati che concentrano la loro contestazione su due punti chiave: "l'inosservanza della normativa antisismica" e, in secondo luogo, la "minaccia imminente di danno ambientale a Santa Barbara nel Comune di Cavriglia per contaminazione da inquinamento causato dai rifiuti di scavo dei tunnel ferroviari". De Zordo e Grassi spiegano così il loro appoggio: "Il 19 luglio scorso il Genio civile ha rilevato gravi criticità nella relazione geologica e geofisica allegata al progetto" e a questo si aggiunge "il nodo irrisolto dei 3 milioni di metri cubi delle terre di scavo che non possono essere conferite come previsto nella località aretina". Da qui l'appello a Comune, Provincia e Regione Toscana a non firmare il protocollo. Veniamo a Razzanelli. Il capogruppo del Carroccio, sostenuto dal collega Marco Cordone e dall'ex vice-sindaco di Firenze Giovanni Paltanti, ha già annunciato un incontro col ministro Galan per la settimana prossima e un sit in davanti alla sede di Ferrovie, alla quale parteciperà anche il capogruppo del Pdl Giovanni Galli, contro la firma dell'accordo per la costruzione della Foster e del sottoattraversamento. "Andremo fino in fondo tuona Razzanelli per impedire che, in un momento di grave crisi economica in cui il governo chiede 47 miliardi di euro per risanare i bilanci, si spendano svariati miliardi per un'opera che non serve a nessuno, se non a chi la costruisce e chi la dovrà gestire". Intanto della Via, la Valutazione di impatto ambientale, a Firenze continua a non esserci traccia. Sulla vicenda è tornato ieri anche il sindaco Renzi. Ha ribadito che il Comune è pronto a firmare l'accordo per la realizzazione del tunnel e della stazione Foster ma solo se ci saranno «positive ricadute» per la città. La firma era programmata per il 3 agosto, ma probabilmente slitterà al giorno successivo perché il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli sarebbe impegnato nel Consiglio dei ministri. «Abbiamo portato avanti un confronto per due anni, anche molto duro, per poter fare dei cambiamenti, ma non siamo riusciti a cambiare l'ubicazione della stazione. Però a un certo punto si decide: se Ferrovie, Trenitalia, Rfi, Regione e Provincia accetteranno un accordo che porti le necessarie ricadute per la città, noi siamo pronti a verificare ha concluso Renzi ed eventualmente a firmare».