Dati tesoro diffusi da Camera, oltre 500mila tra case e palazzi 29 luglio, 20:45 di Giovanni Innamorati ROMA - Sembrano cadere a fagiolo i dati diffusi dalla commissione Finanze della Camera sul valore degli immobili statali: case e palazzi di proprieta' degli enti pubblici hanno un valore stimato di circa 300 miliardi di euro. I dati arrivano proprio due giorni dopo che il Tesoro ha ammesso che l'aumento dello spread tra Bpt e Bund tedesco costera' alla finanza pubblica, quest'anno, lo 0,2 del Pil, "bruciando" cosi' una parte della manovra sul 2011 e rendendo probabilmente necessario il ricorso a nuove misure per stabilizzare i conti pubblici. La commissione Finanze di Montecitorio ha realizzato una indagine conoscitiva sugli immobili statali proprio per elaborare proposte che portino a sostanziosi risparmi della spesa corrente, la grande piovra che non si riesce a domare. I 300 miliardi del patrimonio immobiliare dello Stato, in questi tempi di crisi, sarebbero un toccasana per le finanze dello Stato. A settembre la Commissione avviera' la discussione di una legge per ottimizzare gli spazi di cui ha bisogno la Pubblica Amministrazione, anche in termini di metri quadrati per ogni impiegato. L'idea e' che, se si risparmia su questo versante, il deficit puo' diminuire senza dover ricorrere ai tagli lineari. C'e' poi l'idea di mettere sul mercato alcuni immobili pubblici per abbassare lo stock del debito. Le cifre sul valore dell' immobiliare di Stato sono state fornite da un censimento realizzato dall'Agenzia del Demanio, e diffuse nel documento della commissione di Montecitorio. Si tratta di cifre eloquenti: sono "oltre 543.000" le unita' immobiliari di proprietà dello Stato, per oltre 222 milioni di metri quadrati, per un valore che "oscilla tra 239 e 319 miliardi di euro"; a questi vanno aggiunti 776.000 terreni, per "oltre 13 miliardi di metri quadrati", che valgono tra gli 11 e i 49 miliardi. Circa il 72 della superficie e' utilizzato per lo svolgimento delle attività istituzionali e il 10 e' utilizzato a fini residenziali: prevalentemente si tratta degli immobili degli enti di previdenza o dei comuni che vengono dati in affitto. Dall'indagine conoscitiva, tuttavia, emerge la "resistenza" delle amministrazioni pubbliche ad un discorso di efficienza. Basta vedere il numero delle risposte ai questionari: si va dall'85 dei ministeri, a solo il 30 degli organi di rilievo costituzionale e al 19 per le altre amministrazioni centrali. Alte percentuali di risposta anche anche per le Provincie (76) e le Regioni (64), piu' basse per i comuni (59), gli enti del Servizio sanitario nazionale (43), fino al 24 delle Comunita' montane. La verita' e' che le amministrazioni pubbliche non sono disposte a cedere i loro spazi: solo la Corte dei conti e il ministero dello sviluppo economico, denuncia la commissione della Camera, si sono dichiarate disponibili a "restringersi', tutti gli altri hanno glissato. In attesa della legge che costringera' tutti a rivedere la collocazione degli uffici per liberare qualche immobile, arriva un suggerimento: sanzioni alle amministrazioni e ai dirigenti che fanno "catenaccio" e premi a quelli che collaborano, riassegnando una parte dei risparmi realizzati attraverso la riduzione degli spazi.
Immobili stato valgono 300mld, toccasana per debito
La commissione Finanze della Camera ha realizzato un censimento sugli immobili statali, rilevando un patrimonio immobiliare di circa 543.000 unita' e 222 milioni di metri quadrati. Il valore stimato di questi immobili è di circa 300 miliardi di euro. La commissione ha anche rilevato che solo il 30% delle amministrazioni centrali e il 19% delle amministrazioni locali hanno risposto ai questionari, con percentuali più basse per gli enti del Servizio sanitario nazionale e le Comunita' montane.
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