Il business delle pietre sventra i trulli 28.07.2011 area a vincolo paesaggistico 300x200MANDURIA Li hanno presi con le pietre sul camion pronto per raggiungere il Nord con il suo prezioso carico di rocce smontate da trulli e muretti a secco. E questa volta i militari della Guardia di Finanza hanno messo le mani su una grossa impresa che opera nella tratta dei paesaggi mediterranei smembrando pezzi di storia rurale per approvvigionare le reti di vendita di decorazioni esterne per ville e bordi piscine del freddo Nord. Sette i trafficanti coinvolti: il titolare dell'impresa esportatrice con i quattro operai, tutti di Santeramo, in provincia di Bari e i due proprietari dei terreni, una coppia di ricchi possidenti di Francavilla Fontana. La materia prima, già impilata sulle pedane, era stata smontata da un grande trullo del Seicento e da decine di metri di muro a secco in contrada «Pappaferi», in territorio di Manduria. Dalla visura fiscale della società santeramana è emerso un giro d'affari per la sola vendita all'ingrosso di pietre, pari a duecentomila euro negli ultimi sei mesi. Naturalmente solo quelli dichiarati perchè c'è il fondato sospetto che il mercato illegale di questa merce rara in via di esaurimento frutti molto di più. A portare sul posto le fiamme gialle della tenenza di Manduria che erano impegnate in un'operazione di appostamento antidroga nelle campagne messapiche, è stata la vista di un grosso camion con rimorchio che percorreva un impervio tratturo nella contrada che separa i confini tra Manduria e Sava. La curiosità della pattuglia al comando del capitano Carlo Balestra li ha portati in uno spiazzo dove quattro uomini dotati di camion con rimorchio e pala meccanica erano prodighi allo smantellamento di diversi coni di trulli seicenteschi e muretti a secco sottoposti a vincolo paesaggistico-ambientale. I controlli successivi e l'assenza di qualsiasi autorizzazione hanno fatto emergere i reati in flagranza. Una donna che è risultata essere proprietaria dell'appezzamento dato in affitto al marito, coinvolto pure lui nel giro e il titolare della ditta sono stati denunciati all'autorità giudiziaria per danneggiamento e sottrazione di beni di interesse paesaggistico ambientale. L'impresario deve inoltre rispondere di impiego di manodopera in nero. I quattro lavoratori sono stati a loro volta segnalati al competente ufficio provinciale del lavoro che provvederà a sanzionarli per la mancata denuncia reddituale. Uno di loro godeva anche dei benefici della cassa integrazione. Nello specifico sarebbe stato accertato che il titolare dei terreni si era accordato preventivamente con l'acquirente per lo smantellamento dei trulli e dei muretti. Il prezioso pietrame, parte del quale munito di decorazioni in basso rilievo è stato sequestrato con il camion che lo conteneva e con la ruspa utilizzata per sventrare le strutture murarie. Nazareno Dinoi