Sono gli archeologi con le stellette: un reparto speciale dei carabinieri nato per proteggere il patrimonio artistico e culturale. Uomini addestrati a recuperare opere d'arte rubate e dare la caccia ai tesori scomparsi. Da qualche anno la loro base operativa nell'Isola si trova a Sassari, all'interno del grande polo museale di Li Punti, ma entro qualche mese i militari del «nucleo tutela patrimonio culturale» (Tpc) potrebbero sbarcare in città, in un'ala della nuova sede in costruzione della direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici che sorgerà in via Dei Salinieri (tra viale Diaz e via Tramontana). Stando alle indiscrezioni raccolte, non dovrebbe trattarsi di un distaccamento vero e proprio della sezione centrale, ma alcune stanze che funzioneranno come sede logistica per le operazioni a Cagliari e in provincia. La notizia ancora non trova conferme ufficiali dal Comando dell'Arma, ma i ben informati ormai la danno per cosa fatta. Di recente, poi, la direzione regionale dei beni culturali ha completato le pratiche per l'acquisizione dei vecchi edifici demaniali in prossimità delle saline (costruiti nei primi anni Cinquanta) e ha affidato i lavori all'impresa che dovrà realizzare il complesso. Ma recuperare i quadri di valore o i reperti archeologici trafugati dai musei, per non panare delle opere d'arte rubate nelle chiese, non è un'impresa facile. Il più delle volte si tratta di colpi mirati su ordinazione, preparati con cura e messi a segno da professionisti. Per questo motivo l'attività e le indagini dei Carabinieri del Nucleo T.P.C, coordinati dal Tenente Gianfìlippo Manconi, sono coperte dal massimo riserbo e spesso durano anche alcuni anni. «Questi reparti speciali sono determinanti per la tutela del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese» spiega il generale Gilberto Murgia, Comandante della Regione Carabinieri Sardegna, «si tratta di reparti che devono essere plasmati sull'intero territorio nazionale composti da personale estremamente preparato. Non solo. Questi uomini sono anche un punto di riferimento per i cittadini e gli Enti che subiscono furti di opere d'arte». Un'idea per agevolare il lavoro degli archeologi con le stellette arriva dallo stesso comandante regionale dell'Arma: «Sarebbe auspicabile» conclude Murgia, «che i privati in possesso di opere d'arte e di valore si preoccupassero di fotografarle e catalogarle, dandone poi comunicazione al nucleo». La notizia di un presidio cagliaritano dei Carabinieri delle Belle Arti trova entusiasta Giorgio Pellegrini, assessore alla Cultura e docente di storia dell'arte. «Sarà un'ottima iniziativa, per non dire eccezionale avere in città un presidio dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale consentirà una migliore protezione dei tanti tesori che Cagliari custodisce».