E' allarme per i tesori d'arte contenuti nella ex cattedrale trecentesca della Santissima Annunziata a Vico Equense dove è custodita la statua lignea del 700 di Sant'Anna L'arte negata degrado all'esterno, nessuna illuminazione del sagrato e all'interno affreschi d'epoca in disfacimento. VICO EQUENSE. Spente le luminarie del quartiere Vescovado per i festeggiamenti di Sant'Anna, con la settecentesca statua lignea conservata nell'ex cattedrale della Santissima Annunziata, si ripropongono i problemi di salvaguardia e valorizzazione del borgo e del suo monumento-simbolo. A denunciare il protrarsi di una situazione di degrado è don Fabio De Biase, rettore della chiesa trecentesca che è diventata l' emblema della costiera nel mondo: «C'è uno stato di abbandono da parte degli organi competenti dei tesori d'arte del trecento custoditi presso la nostra chiesa. A questo si unisce alla mancata illuminazione esterna del sagrato, diventato spesso un luogo appartato per coppiette in cerca di intimità odi incontri tra tossicodipendenti, senza tralasciare l'attività dei "writers" che con le loro bomboletta di vernice spray imbrattano le mura della facciata e del campanile». Il problema dell'illuminazione esterna del sagrato, da cui si ammira uno splendido panorama della Marina d'Equa e del golfo di Napoli, è anche legato a quello della videosorveglianza dell'area. In quest'ambito una soluzione sarebbe possibile vista la disponibilità del comando di polizia municipale ad installare una telecamera. Lo conferma Ferdinando De Martino, comandante dei vigili urbani: «Da tempo è in azione una telecamera nella limitrofa piazzetta di Puntamare alimentata da energia elettrica prelevata dalla vicina chiesa. Siano disponibili ad attuare una forma di collaborazione anche per l'ex cattedrale». Sul sagrato esterno dell'ex cattedrale gravano anche altre problematiche. Da oltre venticinque anni si aspetta il via libera da parte della Soprintendenza all'apposizione delle maestose porte in bronzo, finanziate da una sottoscrizione popolare promossa dall'allora parroco don Fabio Savarese e realizzate negli anni '80 dallo scomparso scultore Michele Attanasio, e ora relegate in una loggetta limitrofa alla facciata settecentesca, che a sua volta - a poco più di quindici anni dall'ultimo restauro - versa in precarie condizioni con cospicui distacchi di intonaci. In tutto ciò un barlume di speranza viene dall'apertura mattutina della chiesa, sollecitata anche dall'ufficio cultura del Comune. che sarà attuata dal primo agosto con orario 9.30-11.30 grazie alla collaborazione di Daniela De Feo. Così, oltre alla ritrovata possibilità di ammirare uno dei più celebri monumenti della costiera, i turisti potranno anche constatare che anche preziose testimonianze artistiche del trecento sono a rischio. L'allarme viene ribadito dal rettore della ex cattedrale: «Nel mese di aprile si è verificato un distacco dall'affresco che raffigura la Deposizione del Cristo - chiarisce don Fabio De Biase - collocato su pannello di supporto realizzato dalla Soprintendenza. A seguito di ciò si è intervenuti d'urgenza per la velinatura dell'opera d'arte. Da allora tutto è fermo in quanto la Soprintendenza di Napoli ha riversato l'intero onere dei lavori di restauro sulle nostre casse, che purtroppo sono vuote». Una scarsa attenzione che cozza contro quella di migliaia di stranieri e turisti di tutta Italia, che hanno fatto diventare nel mondo un vero e proprio cult l'immagine della Santissima Annunziata con il Vesuvio riprodotta su foto o dipinti. Una tradizione che risale ai tempi del Grand Tour quando celebri artisti la esportarono a livello internazionale. Nel frattempo, da anni si attende anche l'apertura del museo dell'opera nel salone sotterraneo alla navata centrale, ampio locale ricavato dopo complessi restauri durati oltre un ventennio. Ad inizio anno sono state collocate nuove vetrine, ma tarda la collocazione definitiva di artistiche testimonianze (pianete trapuntate, bastone episcopale, calici) dei vescovi dell'ex diocesi equense soppressa nel 1818.