La Villa Reale di Monza apre le porte delle sale in cui abitò la regina Da oggi, 111esimo anniversario della morte del re Umberto I per mano dell'anarchico Gaetano Bresci, apre al pubblico il percorso degli appartamenti al pianterreno di Villa Reale di Monza dove il re visse con la moglie Margherita di Savoia dal matrimonio, nel 1868, all'attentato. Una ventina di ambienti, tra stanze private, studioli, salotti e alcove, dove, in vista della mostra prevista a settembre, vengono riuniti oggetti e mobili, dalla scrivania al letto, all'abito da sera avorio. Per rivivere l'atmosfera della realtà quotidiana della regina. Aspettando la grande mostra di settembre, la Villa Reale di Monza apre al pubblico gli appartamenti della sovrana "Onde venisti? Quali a noi secolisì mite e bella ti tramandarono? Fulgida e bionda ne l'adamantinaluce del serto tu passi, e il popolo superbo di te si compiace». Versi di Giosuè Carducci nelle «Odi barbare», dedicati con ammirazione ad una donna di tempra e di fascino: Margherita di Savoia, moglie di Umberto I e madre di Vittorio Emanuele III, prima regina d'Italia Una figura che, grazie al 150enario dell'Unità, è attualmente in fase di studio e riscoperta: nobile ma empatica, conservatrice ma generosa. A Bordighera la villa dei suoi ultimi anni è stata di recente trasformata in museo. A Napoli si è appena conclusa la mostra «Regina Margherita», ideata e progettata da Fondazione DnArt. Mostra che il 12 settembre approderà a Monza, in quella Villa Reale che il suocero Vittorio Emanuele II le aveva regalato come cadeau di nozze e che le era molto cara. Un buen retiro dove Margherita e Umberto hanno soggiornato spesso: dal matrimonio, nel 1868, fino alla morte di lui proprio qui, il 29 luglio del 1900, per mano dell'anarchico Bresci. In attesa dell'esposizione partenopea, un assaggio: oggi, anniversario dell'attentato, apre al pubblico il percorso degli appartamenti reali al pianterreno, dove la coppia ha vissuto e dove la rassegna sarà allestita. A sinistra del sontuoso atrio piermariniano le stanze private, tra studioli, salotti e alcove, a destra i saloni da ricevimento: in totale si visita una ventina di ambienti. «Quella tra Margherita e Umberto fu un'unione politica, per mostrare agli Italiani la forza della monarchia. L'amore non era previsto racconta Elena Fontanella, curatrice della mostra Margherita però era conscia del suo ruolo e ha sempre privilegiato la vita pubblica rispetto alla vita privata». Che tanto serena non doveva essere, se dal guardaroba di Umberto un passaggio segreto conduce tuttora all'esterno, verso la dimora dove stava la sua amante ufficiale. Tant'è, la regina si consolava con cultura e natura, circondandosi di musicisti e letterati e scalando le montagne accompagnata, si dice, da aitanti alpinisti. «Aveva un gusto spiccato anche per le arti decorative, per cui si serviva di artigiani fissi», spiega Fontanella. Richard Ginori per le porcellane, le officine di Murano per i vetri: un esempio nella splendida tavola apparecchiata in sala da pranzo, bicchieri con nodo Savoia e servizio dipinto a fiori di campo, i preferiti dalla regina. Un abito da sera avorio, broderie in filo d'oro, racconta la sua passione per le mises riccamente ricamate, mentre nei ritratti (alcuni già esposti, altri in arrivo da Napoli) porta sempre gli immancabili fili di perle. «Il percorso cerca di far rivivere l'atmosfera della realtà quotidiana della regina sottolinea la curatrice . Per questo sono stati ricostruiti in modo il più possibile realistico gli ambienti dove ha vissuto, restaurando e riunendo qui mobili e oggetti che stanno arrivando a poco a poco». Come la scrivania e il letto dalla reggia di Caserta, o il libretto d'assegni personale, esposto nell'imponente biblioteca in boiserie di noce. Gli appartamenti privati, rifatti per la coppia in stile neo barocco, si contrappongono ai saloni da ricevimento che conservano in buona parte l'impianto decorativo neoclassico, così come il teatrino e la cappella. Quel che importa però è che pian piano la Villa torni a vivere e ad essere fruibile per tutti, uffici ministeriali a parte.