Gino Bucchino Deputato Pd Caro direttore, nella mia interrogazione ai ministeri per i Beni culturali e dell'Ambiente del 22 dicembre 2010 avevo chiesto quali iniziative il governo intendeva adottare per tutelare un'area come la collina di Bellosguardo, minacciata dalla cementificazione sebbene vincolata dallo Stato italiano come bene di particolare valore paesaggistico, storico e culturale e caratterizzata dalla presenza di edifici e manufatti di grande interesse storico-artistico e documentario e da un mirabile equilibrio fra natura dei luoghi e opera dell'uomo, e quindi meritevole di attenta tutela. Avevo anche sollecitato iniziative di competenza per verificare se i lavori edili in corso in via Arnoldi erano provvisti delle necessarie autorizzazioni, anche alla luce del rinvenimento di reperti archeologici e della relativa sospensione richiesta dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana. Fino ad oggi i ministeri non si sono degnati di fornire alcuna risposta né hanno inviato segnali di interesse. Ho letto sul Corriere Fiorentino del 25 luglio, l'articolo dal titolo «Riesplode il caso Bellosguardo» che dimostra una forte sensibilità per i nefasti effetti della costruzione dei due palazzoni e che ci informa che gli assessori regionali all'urbanistica e alla casa sostengono, quando i buoi oramai sono già usciti dalla stalla, che costruire a Bellosguardo è stata una scelta opinabile. Quello che da anni denunciano gli abitanti della zona, i comitati, le associazioni ambientaliste, i consiglieri comunali e di quartiere, chiedendo inutilmente all'amministrazione comunale e alla Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio di intervenire per difendere un bene di grande rilevanza e quindi per bloccare il cantiere e chiarire se esso sia in possesso delle necessarie autorizzazioni edilizie e urbanistiche. Trovo assolutamente incomprensibile come quelle zone classificate ad alto valore ambientale e protette da leggi nazionali e locali siano state l'oggetto di tale scempio urbanistico con l'assenso di Regione, Provincia e Comune e che numerosi appartamenti costruiti saranno venduti e prezzo di mercato e non rientreranno nel piano di affitto calmierato che era stato all'origine della variante urbanistica del 2003 e della modifica del vincolo di tutela paesaggistica. Come fiorentino di adozione orgoglioso delle nostre tradizioni culturali e ambientali mi chiedo come sia stato possibile da parte delle amministrazioni competenti avere adottato una «eccessiva duttilità interpretativa e adattiva» a favore dell'edificazione. Da parte mia solleciterò una risposta dei ministeri interpellati per ottenere quantomeno un loro parere interpretativo.