Parla Roberto Cecchi, segretario generale del Mibac I dubbi: «Attualizzare un progetto di 500 anni fa mi convince poco. Chiediamoci se ne abbiamo la sensibilità» «Se Firenze non riesce a decidere di realizzare la pensilina di Isozaki, davanti all'uscita degli Uffizi, non vedo come possa portare a termine un'operazione cento volte più complicata. Ho sentito parlare come boutade di rivestire la facciata della basilica di San Lorenzo secondo il progetto michelangiolesco del 1515. E' un bellissimo esercizio, che può essere approfondito, portato avanti, ma occorre tenere presente che dall'Ottocento non si fanno più completamenti di questa natura». Con fair-play, il fiorentino Roberto Cecchi, segretario generale del ministero dei Beni culturali, chiude al progetto caldeggiato dal sindaco Matteo Renzi. E sulla provocazione del primo cittadino ieri («Decideranno i cittadini, perché Firenze è dei fiorentini, non delle soprintendenze e basta»), l'architetto Cecchi premette: «Non ho nessuna intenzione di entrare in polemica. Ma poi precisa: «Le soprintendenze, da più di un secolo, sono garanzia per la valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale. Firenze è dei fiorentini, d'accordo, ma i ruoli delle istituzioni vanno rispettati. D'altronde, la democrazia è bilanciamento di poteri. Anche nella Firenze rinascimentale era così. Quando fu deciso di completare la cupola, il Brunelleschi fu buttato fuori dalla corporazione dell'Arte della lana». Riguardo all'operazione facciata in marmo di San Lorenzo, definita da Renzi «una grande opportunità culturale per Firenze», Roberto Cecchi sottolinea con forza che «oggi il non finito rappresenta un valore. Quella di ragionare sull'ipotesi di rivestire la facciata è una esercitazione stimolante, ma da qui ai fatti ce ne passa. Dobbiamo anche chiederci se oggi abbiamo la sensibilità di intervenire su Michelangelo e su una perla dell'architettura mondiale come la basilica di San Lorenzo. Sinceramente, attualizzare un progetto di 500 anni fa mi convince poco».
Firenze, S. Lorenzo. Dal ministero: Bellissima boutade
Roberto Cecchi, segretario generale del Mibac, ha espresso dubbi sull'attualizzazione di un progetto di 500 anni fa, come quello proposto per la basilica di San Lorenzo a Firenze. Ha sottolineato che Firenze non riesce a decidere di realizzare la pensilina di Isozaki e che non vedeva come poter portare a termine un'operazione cento volte più complicata. Ha anche espresso preoccupazioni sulla sensibilità di intervenire su opere di Michelangelo e su una perla dell'architettura mondiale come la basilica di San Lorenzo. Cecchi ha sottolineato che le soprintendenze sono garanzia per la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale e che i ruoli delle istituzioni vanno rispettati.
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