«Rifare la facciata? Avrebbe un enorme valore di marketing» La replica di Acidini: «Noi non siamo un corpo estraneo, lavoriamo nell'interesse di Firenze» Anche davanti al «no» categorico della soprintendenza, il sindaco Renzi tira dritto sul completamento della nuova facciata della basilica di San Lorenzo, così come l'aveva disegnata Michelangelo cinquecento anni fa. Al primo cittadino sembra non importare granché della sonora bocciatura della soprintendente ai beni architettonici, Alessandra Marino, e rilancia: «Su San Lorenzo decideranno i cittadini, perché la città è dei fiorentini, non delle soprintendenze e basta». Una secca replica, quella di Renzi, dopo che la Marino, sul Corriere Fiorentino, aveva definito scientificamente inaccettabile e concretamente irrealizzabile l'idea di realizzare, entro il 2015, la facciata della basilica in marmo di Carrara come l'aveva pensata il Buonarroti nel 1515. Michelangelo stava «in cantiere, disegnava le modanature, sul momento» e non esistono più neanche gli artigiani capaci di seguire le indicazioni (che comunque non potrebbero arrivare) del maestro. Insomma, «non esiste il rewind, per la storia», obietta la soprintendente. Parole che, nonostante siano arrivate dall'autorità che ha il compito di tutelare i beni artistici della città per conto del ministero, non sembrano aver frenato Renzi, che ieri ha ribadito la volontà di organizzare un referendum cittadino sul progetto. «Io voglio rimettere a posto il mercato di San Lorenzo dice Renzi anche perché i fiorentini mi pagano per quello, per rimettere a posto la città. Questa è la priorità. La proposta di discutere della facciata di San Lorenzo e arrivare ad un referendum, non significa che il sindaco si è messo in testa di fare una facciata piuttosto che un'altra: significa invece che, secondo me, è importante che i fiorentini tornino ad apprezzare San Lorenzo, a discuterne e a decidere loro». E poi, con un pizzico di autoironia, aggiunge: «Siccome mi accusano sempre di decidere tutto io, stavolta decidono i fiorentini e io non entrerò nel merito di dire se bisogna farla o meno». Infine arriva la solita stoccata a tutti i professionisti del «no»: «Questa città è piena culturalmente di facciate rifatte dopo, o di ponti rifatti dopo. E poi penso che non ci sia nessuno che possa discutere dell'enorme valore di comunicazione e di marketing che questa operazione porterebbe a Firenze, che riceverebbe tante attenzioni da tutto il mondo». Perché è dall'estero che potrebbero arrivare i finanziamenti per realizzare l'opera. Servono circa tre milioni di euro, che sarebbero pagati da uno sponsor privato, ma i tre anni previsti per il completamento nel 2015, in coincidenza coi 150 anni di Firenze Capitale sarebbero comunque insufficienti. Nel dibattito, da giorni piuttosto animato, interviene anche la soprintendente al Polo museale fiorentino. Anche Cristina Acidini boccia però l'idea di Palazzo Vecchio: «Quello di Renzi sulla facciata è un discorso politico e non mi interessa. Se vogliamo invece parlare dal punto di vista istituzionale, la facciata dipende dal ministero e dalla sovrintendenza ai beni architettonici e del paesaggio, non da me». Alla Acidini non va inoltre giù la rappresentazione che il sindaco fa delle soprintendenze. «Non è questione di essere a favore o contro quell'idea, il problema è un altro. Le soprintendenze non sono qualcosa di diverso da Firenze, ma organismi che si mettono al servizio della miglior possibile gestione del patrimonio di questa città. Così come i musei non sono una cosa diversa da Firenze. Non funziona questa idea politica, molto discorsiva, di mettersi a cuneo tra soprintendenza e Firenze, come se fossero contrapposte. Le soprintendenze sono di Firenze e per Firenze, lavorano nell'interesse della città». A favore della nuova facciata è però Confindustria Firenze: "Finalmente oggi si riapre l'affascinante dibattito sull'esecuzione della facciata», spiega Giovanni Guarnieri, presidente degli albergatori. «Questa è la terza volta nella storia ricorda l'esponente di Confindustria che si pone il problema del completamento della facciata della basilica. Ora vogliamo andare oltre e abbiamo predisposto un progetto che prevede la realizzazione temporanea della facciata: l'idea è quella di un allestimento transitorio mediante il posizionamento di un telone raffigurante la facciata pensata da Michelangelo».
Firenze. Renzi alle soprintendenze: Decide la città, non voi
Il sindaco di Firenze, Renzi, ha ribadito la sua volontà di realizzare la facciata della basilica di San Lorenzo, come progettata da Michelangelo nel 1515. La soprintendente ai beni architettonici, Alessandra Marino, ha definito l'idea "scientificamente inaccettabile e concretamente irrealizzabile". Renzi ha risposto che i cittadini dovranno decidere se la facciata debba essere realizzata, e che la città è dei fiorentini, non delle soprintendenze. La soprintendente Cristina Acidini ha boccato l'idea, sostenendo che la facciata dipende dal ministero e dalla sovrintendenza ai beni architettonici, e che le soprintendenze lavorano nell'interesse della città.
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