Ennesimo sgambetto di Giancarlo Galan alla Lega. Dopo aver definito due mesi fa «una puttanata intercontinentale» il trasferimento di alcuni uffici dei ministeri al Nord, il titolare al dicastero dei beni culturali, ha affermato di non voler concedere la Villa Reale di Monza per i dislocamenti inaugurati sabato scorso alla presenza di Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Michela Brambilla. La Villa Reale «non è stata ristrutturata con i soldi pubblici per ospitare ministeri. E io mi attengo alle finalità del restauro. Non ho firmato nessuna carta di concessione. E non penso che lo farò», ha affermato l'ex governatore del Veneto continuando a sostenere la propria tesi: «Ho poche convinzioni nella vita: una di queste è che il trasferimento dei ministeri al Nord è un errore». Galan ha sottolineato l'esistenza delle prefetture «come sedi di rappresentanza sul territorio. Sono luoghi molto accoglienti in cui i ministri possono periodicamente incontrare i cittadini e le istituzioni senza moltiplicare spese visto che, in questo momento, il problema è esattamente il contrario». Il ministro pidiellino si è unito dunque all'appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «Che lo dica qualcuno di così importante mi fa piacere e mi convince ancora di più che avevo ragione», ha spiegato a margine della presentazione a Roma del Reate Festival.
Monza. E Galan non concede Villa Reale
Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto, ha affermato di non voler concedere la Villa Reale di Monza per i dislocamenti dei ministeri al Nord. Ha sostenuto che il trasferimento dei ministeri al Nord è un errore e che le prefetture sono sedi di rappresentanza sul territorio. Galan si è unito all'appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ha espresso la sua convinzione che il problema è moltiplicare spese. Ha anche affermato di non aver firmato nessuna carta di concessione per la Villa Reale.
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