Venezia. Primo sì al nuovo ponte dell'Accademia Ponteggi rimossi a ottobre: i 600 mila curo mancanti dalle maxipubblicità saranno pagati dall'impresa Galan critica i poster, ma Orsoni e Codello: «Andremo avanti così» Per Palazzo Ducale a corto di maxipubblicità garantisce Dottor. Sarà l'imprenditore trevigiano che con la sua impresa sta eseguendo i lavori di restauro della facciata sul rio della Canonica a mettere di tasca sua i 600 mila euro mancanti. Sarà così a costo zero per il Comune il restauro - allargato anche al Ponte dei Sospiri e alla facciata delle Prigioni che si concluderà ad ottobre, perché Dottor, che con la convenzione stipulata con il Comune si era impegnato a trovare le aziende che facessero pubblicità sui ponteggi nel corso dei lavori, per finanziarli, si farà carico della quota mancante al posto di Ca' Farsetti. Evitando anche un prolungamento dell'uso pubblicitario dei ponteggi a restauro finito, proprio per raccogliere i fondi mancanti. La notizia è stata data dal sindaco Giorgio Orsoni ieri a margine della presentazione del recupero della facciata del Longhena di Palazzo Giustinian Lolin, sede della Fon- dazione Levi. «Lo sponsor dell'intervento - ha detto Orsoni, parlando dei restauri in corso a Palazzo Ducale - mi ha detto di voler coprire anche i seicentomila euro che avrebbero dovuto essere a carico del Comune. L'intervento risulterà così a costo zero per la città, e quindi per la comunità, a dimostrazione che, se si trovano imprenditori seri, gli sponsor non sono solo interessati a far soldi a spese degli altri». II costo complessivo per il restauro previsto in 2 milioni e 900 mila euro. L'impresa Dottor ha garantito di suo un finanziamento di circa 400 mila euro, mentre tutto il resto doveva venire dall'affitto dei ponteggi per le maxipubblicità e, eventualmente, da eventi organizzati dalle imprese interessate al Ducale e al Correr, sempre sotto la gestione di Dottor. Previsto in ogni caso che l'impresa garantisse se necessario a sue spese, 1' intervento. E' possibile che l'atto di liberalità di Dottor preluda anche a futuri restauri con la stessa formula dall'impresa eseguiti su altri edifici monumentali cittadini. E da Orsoni e dal sovrintendente ai Beni Ambientali e Architettonici Renata Codello è arrivata anche ieri una difesa a spada tratta delle maxipubblicità necessarie per i restauri veneziani, anche se il ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan continua in proposito a manifestare il suo dissenso. Anche l'altro giorno, difendendo la sponsorizzazione per il restauro del Colosseo dell'imprenditore Della Valle, ha ripetuto: «Francamente non vedo controindicazioni, mentre le vedo nei grandi striscioni che coprono palazzi veneziani». «Il codice dei beni culturali ha ricordato ieri l'architetto Codello prevede e disciplina questi interventi. Certo, se ci saranno indicazioni particolari dal Ministero le applicheremo, ma quel che conta, al di là di quel che pensano i detrattori, sono i risultati, e quindi andremo avanti su questa strada».