Giudizi negativi sul piano immobiliare - Stasera una nuova assemblea pubblica MOLTRASIO. Mentre il sindaco Maria Carnela Ioculano annuncia un volantino da distribuire a tutte le famiglie per spiegare la posizione dell'amministrazione comunale, per villa Coccini carta canta, nel senso che alle denunce verbali fanno seguito le attestazioni scritte dalle quali, al momento delle scelte definitive sarà difficile scostar si. Ci sono le prese di distanza sia da parte del dirigente provinciale Giuseppe Cosenza che del soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Alberto Artioli. Entrambi manifestano perplessità sul piano di recupero adottato con i voti della sola maggioranza del consiglio comunale con il benevolo parere favorevole della commissione paesaggio dell'unione comuni Lario di Ponente presieduta dall'architetto Giuseppe Tettamanti e composta dagli architetti Matteo Motta, Franco Andreu, Fabio Bianchi, Marco Malinverno e dal geologo Stefano Frati. La previsione è di radere al suolo villa "La Rotonda", abbattere tutte le annesse pertinenze e costruire un nuovo edificio a cinque piani, alto 15,30 metri con 11 lussuosi appartamenti e una cubatura complessiva di 3382 metri, comunque inferiore a quella consentita dal piano regolatore. Committente è il proprietario Roberto Dal Mas, operatore finanziario che possiede un'altra villa a Moltrasio. E' stato costituito il comitato «Salviamo villa Coccini» impegnato nella raccolta delle adesioni il quale stasera alle 21 sarà presente a un nuovo incontro con i cittadini sul terrazzone attiguo al lido. A fare segnare il passo al processo in atto sono le note firmate da Giuseppe Cosenza che dalla sede della Provincia annuncia «accertamenti volti a chiarire se esistano aspetti di competenza» e aggiunge che «considerato l'interesse paesaggistico del compendio del lungolago, immagine storicizzata appartenente all'iconografia lacustre, si intende mettere in evidenza come il piano di recupero proposto preveda l'integrale sostituzione edilizia degli edifici introducendo volumi che appaiono fortemente intrusivi e non coerenti con il contesto dei luoghi». 11 sovrintendente Alberto Artioli con nota appena pervenuta alla capogruppo della minoranza consiliare Rossella Scoccimarro lascia intendere che non ci sarà alcun silenzio-assenso. «L'edificio - scrive Artioli - non sembra possedere particolari qualità architettoniche tali da giustificare l'apposizione di un vincolo monumentale, ma pur rappresenta una delle testimonianze affettive di interesse locale che una illuminata programmazione urbanistica avrebbe potuto opportunamente tutelare». Segue una frase che di fatto pone uno stop al progetto: «Per quanto riguarda la nuova edificazione - dichiara Artioli -, dopo avere svolto uno specifico sopralluogo, convengo sulla necessità di apportare modifiche al progetto al fine di renderlo più compatibile con la qualità del luogo». C'è un'ultima nota firmata da Rossella Scoccimarro su portata dal parere dell'autore del piano regolatore Giuseppe Tettamanti. «Se il piano - precisa la Scoccimarro - venisse interpretato nell'interesse collettivo, lo scempio previsto sarebbe senz'altro evitabile infatti l'amministrazione da me guidata non ha mai dato alle norme una simile applicazione».