Il soprintendente: insufficienti i soldi da Roma, si accumulano le bollette da pagare Per quanto importante, non è la sede dei colibrì il problema più pressante per castello e parco di Miramare. Nel principale sito storico di proprietà statale si legge infatti a chiare lettere proprio il «debito dello Stato». I conti sono in «rosso» per forniture e bollette. «Abbiamo 180 mila euro di debiti per fornitura di acqua - racconta il soprintendente Luca Caburlotto -, e 50 mila per le pulizie, dunque 230 mila in tutto. Abbiamo sanato conti precedenti con i 165 mila euro ricevuti, ma adesso per le spese di funzionamento il ministero pagherà solo 130 mila euro. Dopo aver pagato, resteremo con 100 mila euro ancora di debiti, e i prossimi soldi arrivano nel 2012, nel frattempo si saranno accumulate le bollette da qui a quel momento». A queste cifre andrà aggiunto l'acquisto del gasolio invernale («30 mila euro ogni inverno»), che in mancanza di soldi già fa temere per una chiusura. L'unica buona notizia recente è la destinazione di 1,2 milioni di euro dal ministero dei Beni culturali dai fondi del Lotto. Ma saranno spesi per la manutenzione del parco, per sanare i muraglioni mangiati dal mare e per le serre storiche. In più il ministero ha tagliato quasi della metà i fondi per il funzionamento degli uffici delle Soprintendenze: «Da 45 mila euro a 28 mila - prosegue preoccupato Caburlotto -, e siccome questo taglio non era previsto, ci restano in cassa solo 3000 euro per scaldare gli uffici, fare le eventuali riparazioni, pagare luce, acqua e gas per Trieste, Gorizia e Udine. Non resteranno soldi per le missioni di noi soprintendenti che continuamente visioniamo il patrimonio in tutta la regione. Vuol dire - conclude il soprintendente - che dovendo scegliere io non andrò più a vedere i quadri che qualche museo ha chiesto in prestito per mostre, perché dovrò dare la precedenza all'affresco in pericolo. E senza autorizzazione i quadri non si spostano: addio mostre?». Non basta, il parco già così sofferente sta perdendo il «parterre» di aiuole disegnate dal bosso e riempite di fiori. L'attacco di un fungo è stato confermato dall'Ersa cui la Soprintendenza ha chiesto un'analisi. Tutte le piante si sono seccate, circa 1500-2000 metri di bordura verde. Per sostituirla non solo servono 100 euro a metro di bosso (dunque circa 150 mila euro), ma una cura preventiva lunga e complessa: espiantare, asportare la terra malata, coprire l'area di calce fino al mare e per un mese, rifare il giardino. Come mai questo disastro? Nel corso dell'appalto precedente di manutenzione del verde pare sia stato predisposto un sistema di irrigazione non adatto, che ha provocato una bagnatura eccessiva con ristagno di acqua, attacco fungino e morte conseguenti.
Miramare (TS). Ma il castello resta con i conti in rosso
Il soprintendente di Miramare, Luca Caburlotto, ha rivelato che il parco e il castello sono in gravi difficoltà finanziarie. Il ministero dei Beni culturali ha tagliato i fondi per il funzionamento degli uffici delle Soprintendenze, lasciando solo 3000 euro per scaldare gli uffici, fare le riparazioni e pagare le bollette. Caburlotto preoccupa che questo taglio possa portare a una chiusura del parco e che i prossimi soldi arrivino nel 2012, lasciando accumulati debiti e bollette. Il parco è anche in difficoltà per la manutenzione del verde, con un attacco fungino che ha ucciso circa 1500-2000 metri di piante.
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