In una lettera al ministro Galan e al governatore Zaia Mario Miotto denuncia lo stato di degrado della villa PIOVE DI SACCO. È un grido di dolore quello che il presidente dell'associazione Amici del Gradenigo affida a una lunga lettera denuncia inviata al ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan, al governatore Luca Zaia, Sovrintendenza, sindaco di Piove, proprietari del palazzo e procura della Repubblica. Mario Miotto rilancia sulla necessità di portare a termine il restauro della villa veneta di via Garibaldi che versa in condizioni di quasi abbandono. E non viene aperta alle visite come prevede la legge, a seguito del milione e mezzo di euro di finanziamenti pubblici di cui ha beneficiato. «Sin dal 1996 - scrive Miotto - abbiamo messo in evidenza le drammatiche condizioni del monumento. La Sovrintendenza con il cantiere terminato nel 2004, ha messo in sicurezza il palazzo, restaurando le facciate, sostituendo travature, tavolati e quasi tutti i serramenti esterni, una quindicina dei quali provvisoriamente tamponati con teli di nylon poichè erano terminati i fondi La Sovrintendenza doveva quindi consegnare l'immobile alle proprietarie, le eredi del conte Alberto Radini Tedeschi Andava anche siglata la convenzione per l'apertura al pubblico - sottolinea Miotto - come ristoro dei fondi pubblici elargiti per il recupero». Dal 2004 di cose ne sono successe diverse, ma non quelle attese e auspicate dall'associazione: «I teli sulle finestre sono stati divelti dal vento, così come alcuni coppi - elenca Miotto - pioggia e vento entrano nel palazzo mettendo a rischio strutture e affreschi. Brolo e ex giardino sono inselvatichiti e vi proliferano bisce e topi. Diversi alberi incombono su via Castello, dove si trova anche una scuola, con pericolo per l'incolumità di passanti e scolari». Miotto ricorda l'ultimo tassello che ha complicato pure la vicenda ereditaria intorno al Gradenigo: una signora piovese ha chiesto al tribunale il riconoscimento di maternità, ritenendo di essere la figlia naturale di Maria Luigia Radini Tedeschi, sorella del conte Alberto. L'istanza giace alla corte d'Appello di Venezia. «Chiediamo che ciascun ente, per le proprie competenze, si attivi per garantire la salvaguardia e il decoro del Gradenigo, affinchè venga rispettato l'obbligo di aprirlo alle visite e che infine possa diventare fulcro e motore dello sviluppo turistico locale».
Piove di Sacco. Gradenigo, grido di aiuto per salvarlo dall'incuria e aprirlo alle visite guidate
La villa PIOVE DI SACCO, un palazzo veneto di via Garibaldi a Piove di Sacco, è in condizioni di quasi abbandono. L'associazione Amici del Gradenigo ha denunciato lo stato di degrado al ministro ai Beni culturali Giancarlo Galan, al governatore Luca Zaia e al sindaco di Piove. La villa è stata restaurata nel 2004 dalla Sovrintendenza, ma non è stata aperta alle visite come previsto. I fondi pubblici di un milione e mezzo di euro hanno contribuito al recupero, ma non sono stati sufficienti per mantenere il palazzo. La villa è stata danneggiata dal vento e dalla pioggia, e i teli sulle finestre sono stati divelti.
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