Scenari movimentati per i grandi monumenti dell'archeologia romana, fra nuove scoperte e vecchie preoccupazioni, dalla Crypta Balbi alla Domus Aurea. La Crypta, presso via delle Botteghe Oscure, è il corridoio semisotterraneo che correva sotto la porticus post scaenam (portico quadrangolare retrostante la scena, una specie di foyer) del teatro di Balbo, costruito nel 13 a.C. (oggi nascosto nel palazzo della Enciclopedia Treccani). La visita della Crypta svela volte e pilastri con scorci che sarebbero piaciuti a Piranesi, come la grande esedra verso via dei Polacchi. Sul sito si è creato un bel museo. E le indagini continuano a rivelare realtà che si sono avvicendate da quel 13 a.C: l'incendio dell'80 d.C. e la ricostruzione; gli inserimenti e le trasformazioni di età tardo antica, cioè un mitreo, una latrina nell'esedra e una strada che si aggiunge sul lato sud; e poi quelli di età medievale e rinascimentale, cioè officine e fabbriche di calce, chiese e conventi. Il Mitreo è documentato in una nuova sala: è esposta fra l'altro una statua di Cautes, divinità che si accompagna allo stesso Mitra. Fra le officine, la principale è una fornace a riverbero per la lavorazione dei metalli e del vetro. Al cantiere di restauro della Domus Aurea una delegazione del Pd (l'ex-sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci e il responsabile cultura Matteo Orfini) ha compiuto un sopralluogo. Alla fine Orfini ha commentato: «Non si può pensare che la Domus Aurea viva di stenti e che i restauri durino decenni». Il sottosegretario Giro a sua volta si è detto disponibile al dialogo: «E un confronto aspro ma serio». La Domus è la smisurata dimora di Nerone sulle pendici del Colle Oppio. Restano, semisommersi da edifici successivi (Terme di Tito e di Traiano) ma anche dal terrapieno dei giardini (7 tonnellate al metro quadro!), cospicui avanzi della parte residenziale: chiusi al pubblico dal 2006, sono oggetto di un intervento di restauro da 35 milioni di euro. Tanti soldi che arrivano da tante istituzioni diverse: rischi di ingolfamento? Si è assicurato di no, a ottobre si comincia con l'asportazione di quel terrapieno, e si aspetta che questo conduca a un alleggerimento, ma anche alla scoperta di nuove strutture: la Domus oggi è nota solo per un quinto della sua estensione.