CAULONIA - Dopo solo un mese dalla scoperta del segno originale dell'avvenuta consacrazione risalente al 1517 nella chiesa matrice, sono state fatte due nuove scoperte, che vanno ad arricchire il già consistente patrimonio artistico-ecclesiale di Caulonia. Nella vicina settecentesca chiesa di Santa Maria dei Minnitì sono stati fatti due importanti rinvenimenti. Incastonata tra due antichi palazzi, la chiesa è chiusa al culto da svariati anni e anch'essa è in corso di restauro. Giorni addietro l'attenzione di Luigi Brandì, direttore tecnico dell'impresa che sta eseguendo le opere di recupero, è stata attratta da un incavo situato nell'angusto vano della torre campanaria. Lì, avvolto nel foglio dì un quotìdiano toscano, "II resto del carlino" datato 17 aprile 1955, qualcuno aveva celato i resti di un crocefisso in terracotta. Daniela Del Francia, esperta in materia e scopritrice nell'altra chiesa della citata testimonianza, ha datato l'opera tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. I due pezzi raffigurano una parte del busto ed il volto, le cui fattezze mettono in evidenza la preziosità dell'esecuzione, curata fin nei particolari, come i capelli ed i denti. Brundì ha inoltre notato, sulla parete di uno dei due altari minori presenti sul lato destro dell'unica navata della chiesa, a circa due metri di altezza,un segno che inizialmente pareva una lesione della struttura. L'altare è antico, ma costruito con materiale "povero" e non coevo della Chiesa. Osservando meglio la lesione, Brundì si è accorto che in realtà era un segno della parete originaria, quindi ha cominciato a rimuovere il muro. È così venuta alla luce una finestra protetta con una grata metallica, con fori a forma quadrangolare e con punte a-cuminate in ferro, lunghe una decina di centimetri e rivolte verso la navata. La sua sommità è modellata finemente e la spalletta di destra è tagliata in obliquo, sì da far pensare a un profilo sagomato verosimilmente per consentire alle religiose di seguire le varie funzioni. Si può ipotizzare che il vano dietro alla grata fosse destinato alle religiose che per problemi di salute non potevano raggiungere la cantoria, al piano superiore, che separava le monache dai fedeli.