MILANO. Il «piano Moratti» per la Grande Brera va avanti: ieri l'ex sindaco è andata in missione dal ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, a illustrargli l'operazione-salvataggio del progetto rimasto orfano di fondi pubblici, sul quale s'è impegnata a coinvolgere una cordata d'imprenditori. Galan, informa il Ministero, ha concordato d'istituire «un tavolo per approfondire gli aspetti operativi necessari ad avviare l'iniziativa», fissando un incontro nelle prossime settimane. La soluzione morattiana è gradita al ministro che un mese fa rispondeva all'appello del commissario straordinario Mario Resca («Trenta milioni di euro entro l'estate o la Grande Brera si arena») chiarendo senza complimenti che a pagare devono pensarci i privati. Ed ecco spuntare la cavaliera bianca Letizia Moratti, con un piano in due fasi, sul quale la consigliera comunale s'è già confrontata col commissario Resca. Primo, rilanciare la Pinacoteca così com'è, moltiplicandone i visitatori («Con me a Palazzo Reale sono cresciuti del 400 per cento», rivendica l'ex prima cittadina); secondo, stendere «un nuovo progetto esecutivo per la ristrutturazione», intorno al quale catalizzare imprenditori «italiani e internazionali» (alcuni dei quali avrebbero già manifestato il proprio interesse) attirati dal boom del museo. Un nuovo progetto, aveva precisato presentandolo la Moratti, che «in linea con gli studi già fatti validi ipotesi economiche e finanziarie incontrovertibili sui costi». Attualmente stimati in 150 milioni di euro, per trasferire gran parte dell'Accademia all'ex caserma di via Mascheroni, adattando a campus i 23mila metri quadrati messi a disposizione dal Ministero della Difesa, e ampliare la Pinacoteca secondo i disegni dell'architetto Mario Bellini. Ieri, ad accompagnare l'ex sindaco dal ministro, c'erano Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, e Salvatore Carrubba, neopresidente dell'Accademia. Che definisce il rendez-vous «interlocutorio. Galan voleva sapere che aria tirasse a Milano, quali fossero gli umori della società civile rispetto all'ipotesi di un ingresso dei privati nella valorizzazione complessiva di Brera». La risposta è stata incoraggiante, a giudicare dagli sviluppi. «Speriamo che così si riesca ad accelerare un processo che vedrà l'Accademia come prima beneficiaria, ottenendo una sede più confacente ai suoi bisogni», si augura il presidente. E, senza scendere nei dettagli, conferma che l'obiettivo è ancora d'inaugurare Grande Pinacoteca e Grande Accademia nel 2015.