Comune contro Galan Una Fondazione aperta ai privati che consenta di realizzare il progetto della Grande Brera. Il modello di governance è il Museo Egizio di Torino. Ma è polemica tra Boeri e il ministro Galan. Una Fondazione per Brera. E il Comune attacca Galan. Vertice a Roma. «Un errore invitare l'ex sindaco» Il progetto. Il ministro apre ai privati per il rilancio di Accademia e Pinacoteca. Boeri: prima il piano e poi gli investimenti L'obiettivo Expo. Salvatore Carrubba: «C'è l'impegno a completare la valorizzazione entro l'Expo del 2015» Una Fondazione per la nascita della Grande Brera. Un organismo di controllo misto, pubblico-privato, modellato sull'ente che già governa il Museo egizio di Torino e che «garantisca a pieno» gli investimenti finanziari. La riorganizzazione abbozzata ieri al Ministero per i Beni culturali descrive una rivoluzione per l'amministrazione di Brera e le sue prospettive di ampliamento tra Palazzo Citterio e l'ex caserma di via Mascheroni: «Apriremo un tavolo di lavoro annuncia il ministro Giancarlo Galan per approfondire tutti gli aspetti operativi necessari per avviare l'iniziativa». Ma con chi? Con Letizia Moratti? E senza il Comune? La giunta Pisapia non ci sta: «Metodi irrituali». Brera finisce nella bufera prima ancora di ripartire. Alla spedizione romana hanno partecipato l'ex sindaco Moratti (primo sponsor d'una cordata di imprenditori italiani e stranieri pronta a sostenere i restauri), il presidente dell'Accademia Salvatore Carrubba e il presidente degli Amici di Brera, Aldo Bassetti. Non c'erano il commissario straordinario Mario Resca (cooptato da Sandro Bondi e ormai messo all'angolo da Galan) né il progettista Mario Bellini. E, soprattutto, non è stato invitato alcun rappresentante della giunta di Milano: «Uno sgarbo inaccettabile», attaccano da Palazzo Marino. L'assessore alla Cultura, Stefano Boeri, argomenta la riflessione: «In assenza di un piano di fattibilità e di una struttura di Fondazione trovo discutibile qualsiasi incontro in sede istituzionale che coinvolga una cordata rispetto ad un'altra. Mette in dubbio la trasparenza dell'intera operazione». Era stato proprio Boeri a proporre, giorni fa, un tavolo di confronto e a convocarlo per ieri, ma a Milano. Appuntamento cancellato quando è arrivata la conferma della riunione «parallela» tra Moratti e Galan: «Ogni passo in direzione della Grande Brera è positivo precisa Boeri . Ma i privati devono essere selezionati su un progetto e con gara pubblica, non invitati al tavolo delle scelte politiche». Tradotto: la presenza della Moratti era fuori luogo. Irrituale. «Dal ministro chiosa Bassetti abbiamo avuto comprensione e disponibilità». Scavalcare le soprintendenze, zittire le beghe di condominio, ricomporre la frammentazione dei ruoli: la linea di Galan è tracciata. Brera aspetta da oltre trent'anni un progetto che superi lo stadio delle promesse: «C'è l'impegno a completare la valorizzazione entro l'Expo», conferma Carrubba. Letizia Moratti ha rassicurato il ministro: «Ci sono forze imprenditoriali disponibili a voltare pagina». Servono 150 milioni di euro, una trentina solo per avviare i cantieri. Ma chi mette i quattrini pretende garanzie in cabina di comando: «La burocrazia statale scoraggia gli investimenti e la Fondazione è l'unica alternativa percorribile». Torino l'ha scelta nel 2004. Il ministro Galan vuole superare l'accordo sottoscritto dal predecessore Bondi il 19 luglio 2010 con i colleghi della Difesa (La Russa) e dell'Istruzione (Gelmini). Conferma la filosofia generale del progetto (ampliamento delle Belle Arti tra Palano Citterio e via Mascheroni e raddoppio della Pinacoteca), ma è deciso a rivedere il sistema di governance. L'obiettivo, a breve, è una nuova intesa tra Ministero e privati. La scheda Il concorso L'architetto Mario Bellini si è aggiudicato nel 2009 il concorso di progettazione bandito dal ministero per la riqualificazione del palazzo di Brera e lo sviluppo nell'adiacente Palazzo Citterio L'accordo di programma L'intesa per la nascita della Grande Brera è stata sottoscritta il 19 luglio 2010 da Difesa, Istruzione, Beni culturali, Comune e Soprintendenze. Il costo: circa 150 milioni di euro Il modello del governo Dal 2004 il Museo delle antichità egizie di Torino è governato da una Fondazione mista: nel Cda, presieduto da Alain Elkann, siedono i rappresentanti di Comune, Provincia, Regione, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. La Grande Brera assumerà questo sistema di governance