Ma Regione e Comune dovranno garantire 15,5 milioni I costi risultano aumentati di oltre dieci milioni Dubbi di Sensi (Pdl) che chiede un ulteriore approfondimento Un pacchetto da 15,5 milioni a garanzia della Bnl per far riaprire i rubinetti da parte delle banche e far ripartire i lavori alle Leopoldine a settembre. E' questo l'accordo trovato tra Comune e Regione che potrebbe consentire la riapertura dei cantieri, con la Cmsa in grado di consegnare le chiavi in un anno. La notizia è arrivata dal sindaco, Giuseppe Bellandi, durante la riunione della commissione consiliare Società partecipate. «Insieme all'assessore regionale Scaletti - racconta il sindaco - siamo stati dal governatore Enrico Rossi per parlare della revisione del contratto di finanziamento da parte degli istituti di credito. La Regione ha già deciso di acquistare per 2,5 milioni le ex Lavanderie per farne una scuola internazionale di scienze e di medicina sportiva. Ma questo non bastava a Bnl. Pertanto la Regione, prima di impegnarsi ulteriormente, ha chiesto un preciso piano industriale, che peraltro ha visto lievitare i costi per la realizzazione delle Leopoldine fino a più di 25 milioni». I costi totali preventivati nel 2008, infatti, erano di 14,9 milioni, ma in questo non erano stati conteggiati le parcelle per lo studio Fuksas, i nuovi impianti di depurazione, la ricerca di nuove fonti termali ecc. Per un totale di 9 milioni. Strada facendo, inoltre, si è verificato un ulteriore ampliamento dell'area d'intervento per 2,5 milioni dovuti principalmente al ritrovamento degli affreschi del '700 tutelati dalla Soprintendenza. La richiesta della Bnl, a questo punto, si era concentrata sull'impegno da parte dei soci (Comune e Regione) di un aumento di capitale o di una sorta di garanzia all'acquisto dei beni termali. «Ora c'è una via d'uscita - spiega Bellandi - in quanto la Regione, oltre ai 2,5 milioni per le ex Lavanderie, garantirà altri 6 milioni nel caso le Terme non riuscissero a completare il piano di vendite degli immobili entro il 2014». Un piano che prevede l'alienazione di ex imbottigliamento, ex lavanderie, serre, pineta, bagni gratuiti, palazzina Fideuram, negozi di viale Verdi, Teatro Verdi e immobili dismessi di viale Marconi. Alla garanzia della Regione si aggiunge poi quella del Comune attraverso l'acquisto della pineta (2,5 milioni) e il versamento dei proventi derivanti dalla tassa di soggiorno (1,5 milioni per 3 anni). Ma il presidente della commissione società partecipate, Riccardo Sensi (Pdl) esprime qualche dubbio su questa operazione. «Conviene al pubblico procedere sulla strada delle acquisizioni immobiliari? Un'alternativa migliore è, a nostro avviso, un aumento di capitale, in quanto con le vendite le Terme dovrebbero pagare circa il 50 di tasse, mentre immettendo capitale la cifra sarebbe netta. Per far questo, però, la legge prevede che il bilancio della società sia in attivo. Chiediamo pertanto un approfondimento: non ce lo vedo il Comune che spende per acquistare l'ex imbottigliamento e poi investe ancora per farci un parcheggio».
MONTECATINI. Leopoldine: lavori a settembre
Il Comune e la Regione hanno trovato un accordo per garantire 15,5 milioni di euro per far riaprire i cantieri delle Leopoldine. La Bnl ha richiesto un aumento di capitale o una garanzia per l'acquisto dei beni termali, ma la Regione ha deciso di acquistare le ex Lavanderie per 2,5 milioni. Inoltre, il Comune garantirà altri 6 milioni se le Terme non riusciranno a completare il piano di vendite degli immobili entro il 2014. Il presidente della commissione società partecipate, Riccardo Sensi, esprime dubbi sulla procedura. Secondo Sensi, conviene procedere con le acquisizioni immobiliari o un aumento di capitale sarebbe un'alternativa migliore.
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