Il primo passo sono i lavori di ordinaria manutenzione, per la messa in sicurezza del palazzo. Poi, a ruota, seguirà l'affitto dell'edificio ai privati o, in alternativa, l'intervento diretto di ristrutturazione e restauro. Di sicuro, nel giro di pochi mesi l'Inail, l'istituto proprietario di palazzo Tommasi affacciato su piazza S. Maria Foris portam, a fianco della chiesa di Santa Maria Bianca, ha intenzione di risolvere la questione del fabbricato, chiuso da anni, che ora rischia di andare in malora. La volontà di intervenire - come sottolinea l'architetto dell'istituto, Nello Lucioli - è confermata dalla presenza di un camion con cestello che da qualche giorno è piazzato davanti al palazzo. Serve alla ditta Nottoli Graziano di Lucca per effettuare i lavori di ordinaria manutenzione «necessari a mettere l'edificio in sicurezza soprattutto nei confronti di terzi». In concreto, questo significa che l'Inail spenderà circa 40mila euro intanto per eliminare alcuni calcinacci dalla facciata, per sistemare alcune tegole (e rimuovere quelle pericolanti) e, soprattutto, per impermiabilizzare la porzione di tetto del fabbricato confinante con la scuola elementare Pascoli in modo da non causare danni (magari con infiltrazioni) all'edificio adiacente. L'obiettivo di questo primo intervervento, infatti - insiste il tecnico dell'Inail - è di evitare che le condizioni di incuria del palazzo possano causare danno alle persone e anche agli edifici confinanti. Tuttavia - evidenzia l'architetto - questi sono soltanto i lavori di somma urgenza, decisi dopo aver verificato (attraverso un monitoraggio costante del palazzo) l'esistenza di alcuni problemi, comprese alcune infiltrazioni d'acqua. E serviranno a tamponare la situazione,in vista di arrivare alla soluzione definitiva del problema. Le strade individuate dall'istituto, al momento, sono due: la prima è un bando per verificare l'interesse di privati ad affittare il palazzo e a ristrutturarlo a proprie spese, scomputando l'investimento dal canone di locazione pluriennale; la seconda, che scatterebbe in assenza di manifestazioni di interesse da parte di privati, l'Inail si accollerà le spese per la straordinaria manutenzione e il restauro, decidendo, poi, che cosa fare di questo edificio che in passato ha ospitato anche la sede di sindacati. E che per un certo periodo è stato perfino candidato a ospitare una succursale della scuola Superiore di S. Anna. A oggi queste sono le uniche due ipotesi percorribili perché non è previsto un piano di dismissione degli immobili pubblici che consenta di vendere il palazzo storico, vincolato dalla Sovrintendenza che in passato aveva anche autorizzato il recupero di alcuni volumi del giardino interno. Per ora l'Inail utilizza il nulla osta ai lavori soltanto per l'ordinaria manutenzione, in attesa di capire che cosa avverrà del complesso da circa 4mila metri quadri. In realtà l'istituto punterebbe a trovare un inquilino unico (una società, possibilmente) come sta facendo anche per un immobile simile a Firenze. Se questa operazione, gestita tramite bando per la presentazione di manifestazioni di interesse, andasse in porto, per l'Inail la strada sarebbe tutta in discesa, considerando che recuperare il palazzo implica una spesa di 7-8 milioni di euro. Per rendere più allettante la proposta, l'Inail ricorda che le destinazioni d'uso ammesse per l'edificio sono di interesse anche per il mercato: il palazzo potrebbe essere trasformato in un albergo, in appartamenti, con una percentuale della superficie a piano terra probabilmente destinata anche a negozi. L'investimento, seppur pesante, potrebbe comunque essere scomputato dall'affitto, almenp per gli interventi concordati con l'Inail. Al contrario, se non dovessero arrivare manifestazioni di interesse o se le proposte di privati non fossero convincenti, l'Inail attiverà le procedure necessarie per ristrutturare direttamente il fabbricato. Decidendo in seguito che cosa farne. Magari anche attraverso un confronto con altri enti pubblici - Comune e Provincia, in prima battuta - che finora non si sono interessati molto al recupero dell'edificio vincolato.