Regione e Provincia questanno non hanno stanziato risorse e la struttura archeologica virtuale è già in crisi Nelle casse del museo mancano 500 mila euro per coprire le spese del 2011 Daniele: "Altre iniziative succhiano milioni questa invece si lascia morire" Rischia di chiudere i battenti il Mav. Per coprire le spese del 2011 nelle casse del museo di Ercolano mancano circa 500 mila euro. Perché Regione e Provincia questanno non hanno stanziato fondi. E a tre anni dallapertura, il museo archeologico virtuale è già in crisi. A fine mese scade pure il contratto per la manutenzione degli impianti tecnologici. Costa 60 mila euro allanno. Non è stato rinnovato. Dalla fondazione Cives che gestisce il centro culturale, composta da Comune di Ercolano, Provincia di Napoli e Regione Campania, fanno sapere che «il budget annuale per la gestione del museo si aggira intorno al milione di euro. Per il 65, circa 600 mila euro, la copertura dovrebbe essere assicurata dai soci, gli enti locali. Per il restante 35 ci sono gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti. Ma al momento solo il Comune ha previsto nel suo bilancio 100 mila euro per il Mav». Serviranno a pagare le utenze. Ma fatti i conti in cassa cè un buco di mezzo milione di euro per lanno in corso. Tradotto: metà delle spese resterebbero scoperte. Non solo. Il Mav ha pure un credito con la Regione: 300 mila euro assegnati per il 2010 dalla giunta Bassolino. «La nuova giunta li ha ridotti a 225 mila euro precisano dalla Fondazione ma materialmente non ce li hanno ancora erogati». «È una struttura unica al mondo attacca Nino Daniele, presidente "a titolo gratuito" della Fondazione Cives ed ex sindaco di Ercolano ma lo si lascia vivacchiare. Potrebbe essere una leva per internazionalizzare la cultura della Campania. Ho invitato di recente il presidente Caldoro. Che dire: mentre musei e Forum napoletani succhiano milioni di euro, questa esperienza che è unica nella difficile area metropolitana di Napoli non riceve sostegno necessario». Eppure il museo (5 mila metri quadrati costati 5 milioni di euro, 50 mila i visitatori nel 2010 attratti dalle 70 installazioni virtuali che riproducono le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia) ha già ridotto il proprio budget del 25. Via 3 unità di personale (oggi sono 9 i dipendenti). Stipendi tagliati del 30 a seguito della riduzione dellorario di lavoro. Stop a collaborazioni esterne. «Senza investimenti per aggiornare le tecnologia continua Daniele il museo non ha senso». La Provincia avrebbe promesso 300 mila euro in conto capitale. E nel 2010 il Mav ha vinto un bando Por, valore 500 mila euro, per due nuove installazioni da inaugurare ad ottobre: una è dedicata alle terme di Ercolano. «Ci basta un altro anno di sostegno dei soci raccontano dalla Fondazione poi saremo autonomi dal punto di vista finanziario. Perché ormai siamo diventati una azienda di servizi: vendiamo ad altri musei prodotti 3D, portiamo allestero le nostre mostre. Non ultimo, un comune della provincia di Cosenza ci ha chiesto di lavorare alla ricostruzione virtuale di un suo edificio storico».