Le innovazioni Alcune novità previste dallo schema di regolamento Creazione del "Sistema dei musei civici di Roma" organizzato a rete informatizzata Identificazione dei compiti istituzionali non cedibili a terzi e dei servizi aggiuntivi e attività di supporto esternabili Redazione del "Progetto strategico di sicurezza complessiva" delle strutture del sistema Introduzione della figura del "Responsabile di struttura museale" Possibilità per il personale tecnico-scientifico di svolgere attività di studio e di expertise per istituzioni pubbliche e private Il sistema Com'è organizzato il polo dei musei civici romani e i servizi appaltabili all'esterno ORGANI DI GOVERNO indirizzi programmatici: Assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Direzione, organizzazione e gestione operativa: Soprintendente ai beni culturali del Comune dì Roma; dirigenti delle unità organizzative COMPITI ISTITUZIONALI Inventariazione, catalogazione e studio del patrimonio custodito Incremento dei patrimonio museale Deposito temporaneo di materiali dello Stato e degli enti pubblici Prestiti e comodati Attività di tutela e valorizzazione Autorizzazione alla riproduzione Orario di apertura Tariffe dei biglietti di ingresso Modalità di accesso e di fruizione pubblica delle strutture museali SERVIZI E ATTIVITÀ ESTERNABILI Accoglienza e biglietteria Custodia, sorveglianza, pulizia e assistenza al pubblico Manutenzione e restauro Attività didattiche e iniziative culturali e scientifiche Il sistema dei musei civici di Roma si dà nuove regole. Si intendono svecchiare i precedenti criteri di gestione dei luoghi d'arte per metterli al passo con le novità degli ultimi anni. Il regolamento dovrà, tra l'altro, mettere ordine nella complessa materia dei servizi che possono essere appaltati ai privati. Sulla bozza del documento si sta, al momento, svolgendo il confronto con i sindacati. Una volta concluso, ci sarà la formale adozione del nuovo regolamento da parte del Comune. Battistrada. Si tratta di un passaggio importante per due motivi: perché sono poche le realtà comunali che hanno fatto o stanno facendo altrettanto e, dunque, l'esperienza romana ha anche funzione di battistrada; perché il polo dei musei civici della capitale è di rilievo per quantità e qualità: oltre ai Capitolini, c'è il museo Napoleonico, il Barracco, di Palazzo Braschi, della Civiltà romana, il Canonica, la Galleria comunale di arte moderna e contemporanea, il Macro (museo d'arte contemporanea di Roma), il museo delle Mura aureliane. quello di Villa Torlonia, la Casina delle civette (sempre a Villa Torlonia), il museo di Roma, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, il Planetario. Il quadro normativo. Il nuovo regolamento che il Campidoglio sta mettendo a punto deve tener conto del mutato quadro normativo, soprattutto per quanto riguarda la concessione di alcuni servizi museali. Il riferimento più recente è al Codice dei beni culturali, che ha disciplinato le forme di gestione dei monumenti, ampliando il raggio d'azione dei soggetti interessati (privati compresi); forme di gestione che valgono anche per i servizi aggiuntivi (librerie, caffetterie, biglietterie, guardaroba, ecc.). Si deve, però, tener presente anche quanto detto dalla Corte costituzionale con la sentenza 272 di luglio scorso: secondo la Consulta la gestione dei servizi locali privi di rilevanza economica (dunque, anche i musei) non è affare dello Stato ma delle Regioni. Da ultimo, si deve considerare quanto stabilito dal decreto legge 269 del 2003, che ha ristretto il quadro delle forme giuridiche attraverso le quali gestire i servizi "non industriali" (pertanto, anche i musei), consentendo l'affidamento diretto solo a società interamente pubbliche. Norma che, però, ora va riletta alla luce di quanto scritto dalla Consulta e dal Codice. Le sperimentazioni. I musei capitolini hanno già imboccato da anni la strada della concessione ai privati di parte dei servizi. Fanno parte, come segnala Federculture, del contingente delle 350 gestioni autonome messe in piedi dai Comuni a partire dal 1990. Si tratta di modelli che ora vanno riesaminati e sui quali si farà il punto dal 10 al 12 febbraio a Roma nella conferenza "Le città della cultura", a cui parteciperanno gli assessori alla cultura e al turismo di Comuni, Province e Regioni.