Il cuore di Roma antica, un patrimonio affollato eppure sempre più sguarnito. Basti solo pensare che al Foro romano i guardiani in servizio sono due. «Diminuiamo sempre più, non si fanno assunzioni e il lavoro è molteplice. Ogni giorno entrano pagando il biglietto gruppi di zingari o sudamericani che puntano qualcuno da derubare. Le forze dell'ordine sono all'esterno ma non fai in tempo a chiamarle, che quelli sono già spariti». Aurelio Bertozzi, custode della soprintendenza si dà un gran da fare insieme al collega, ma è chiaro che spesso sfuggano loro molti comportamenti illegali. «C'è un impoverimento generale - conferma la soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Anna Maria Moretti - non è una novità. Ed è tutto molto sguarnito. Non c'è turn over, la gente va in pensione non viene sostituita». La direttrice dell'area archeologica, Rossella Rea, è stanca di ripeterlo: «Ci vorrebbero almeno una quarantina di persone al giorno». II Foro Romano Fororomano, solo due custodi contro abusivi e borseggiatori Diciassette ettari tra Foro romano e Palatino. Il cuore di Roma antica, un patrimonio affollato eppure sempre più sguarnito. Basti solo pensare che al Foro romano i guardiani in servizio sono due. «Diminuiamo sempre più, non si fanno assunzioni e il lavoro è molteplice. Ogni giorno entrano pagando il biglietto gruppi di zingari o sudamericani che puntano qualcuno da derubare dei soldi o della macchina fotografica. Le forze dell'ordine sono all'esterno, ma non fai in tempo a chiamarle, che quelli si sono già dileguati». Aurelio Bertozzi, custode della soprintendenza archeologica si dà un gran da fare insieme al collega, ma è chiaro che spesso sfuggano loro molti comportamenti illegali. «I furti sono inevitabili, siamo in due, addetti alla vigilanza per tutta l'area del Foro romano. Ci assentiamo per i sopralluoghi, siamo noi ad aprire le porte quando c'è una visita guidata a una determinata area». A lui chiedono della toilette, dell'entrata, dell'uscita, degli orari. «Poi ci sono le false guide turistiche e i venditori abusivi, che scavalcano la recinzione o fanno il biglietto e si mettono a vendere bottigliette di cocacola e altro». Cinque gli addetti alla vigilanza al Palatino. Un mese fa, due malviventi, eleganti, in giacca e cravatta, armati, hanno messo a segno una rapina al museo Palatino: 40mila euro il bottino della domenica sera, i ladri conoscevano i movimenti della biglietteria, hanno aspettato che le due operatrici aprissero la porta blindata per chiudere il portone di legno, dopo le 19. Le telecamere finora non hanno aiutato gli investigatori a rintracciare i due predatori di musei, e il problema sicurezza specie nei siti archeologici esiste. «I tempi sono quelli che sono - commenta rassegnata la direttrice dell'area archeologica Rossella Rea - ci riuniremo con la soprintendente e con la Pierreci, concessionaria dei servizi aggiuntivi (le bigliettere non sono più gestite dalla Soprintendenza ma date a privati) perché forse è necessario usare altri sistemi di sicurezza. Far sì che l'operatore nella biglietteria collochi i soldi direttamente in cassette non apribili invece che tenerli a portata di mano». Attualmente infatti i vigilantes privati a fine giornata fanno il giro dei siti, Palatino, Colosseo e Fori, per raccogliere gli incassi. Il biglietto costa 12 euro e consente la visita a tutte e tre le aree archeologiche. «C'è un impoverimento generale- conferma la soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Anna Maria Moretti - non è una novità. Ed è tutto molto sguarnito. Non c'è turn over, la gente va in pensione e non viene sostituita. I custodi del Foro? Sono più di due, ma comunque a fronte della richiesta, dell'estensione dell'area e dell'intensità dei visitatori è quanto mai necessario un potenzionamento della sorveglianza. Ma questo è un problema che riguarda tutti i siti, dal Colosseo al Palatino, negli stessi musei stiamo ai livelli minimi e il fatto pesa. Nei siti dove i flussi sono maggiori siamo molto preoccupati, le aree sono sguarnite. Speriamo che le cose cambino». Ma la voce non sembra convinta. Anche La dottoressa Rea è stanca di ripeterlo: «Ci vorrebbero almeno una 40ina di persone al giorno. Pensi che al Colosseo sono in servizio 78 persone rispetto all'anno scorso dieci in meno per via dei pensionamenti. E altri stanno per andar via. Dunque in tutto da 21 rimarranno 18 custodi. Sono di più al Palatino, ma sempre insufficienti. La verità è che siamo decimati, tra custodi e funzionari, se continua così si rischia di tornare ai livelli degli anni '60, prima dell'era La Regina, quando i funzionari si contavano sulle dita di una mano». Anche per il soprintendente capitolino ai Beni culturali Umberto Broccoli quanto accaduto al Museo Palatino non è una novità. «Siamo in una società a caccia di soldi. Ma nei limiti io mi sento tranquillo: nei Musei di Roma capitale abbiamo vigilantes armati di Zetema, anche quelli dell'Arvuc (vigili urbani in pensione) e telecamere. Insomma nel sistema museale di Roma, chi entra non sfugge, è visto dall'occhio elettronico. La centrale di monitoraggio è ottima, ci ha permesso di fermare Cecchini a Fontana di Trevi e altri vandali, come alle Naiadi, in tempo reale». Quanto al poco personale «è un problema che c'è da sempre, si tratta di un ruolo da professionisti, dovrebbero essercene di più».