Un bella serie di fotografie ed un nutrito verbale di catalogazione. Flash e verbali, sono stati più che sufficienti ai tecnici della Sovrintendenza ad archiviare la pratica del muro romano, rinvenuto nel corso degli scavi per la sistemazione della rete idrica nel sottosuolo di viale Stazione. Niente blocco dei lavori, quindi, se non per il tempo necessario alle procedure di rito. Le tubature dell'acquedotto oltrepasseranno il manufatto datato I secolo dopo Cristo, ovviamente senza danneggiarlo. Con piena soddisfazione dei commercianti, fiduciosi nei tempi brevi per il ripristino della strada. E dell'Amministrazione decisa a chiudere gli interventi prima del prossimo settembre. Chi non sorride è invece la Lega Nord. Incredula sul fatto di dover ricoprire con terra ed asfalto un reperto che avrebbe potuto arricchire di molto il già sterminato parco archeologico sampietrino. Il peccato di miopia culturale, secondo il gruppo di minoranza sampietrino, sarebbe insomma imperdonabile. E non solo perché la presenza di reperti di età romana sotto viale Stazione era a dir poco previdebile. «Ma perché - ha detto Alessandro Boschieri, capogruppo »padano" in consiglio - l'operazione voluta dall'amministrazione sampietrina ha voluto svilire il tesoro di testimonianze presenti nella nostra terra". Un'offesa grave, quella lamentata dall'esponente leghi-sta. Al punto da motivare un esposto alla Provincia, alla Regione e al Ministero dei Beni culturali. Nel quale si legge che soluzioni per portare alla luce il muro romano, non sarebbero mancate. «Sarebe stato più lungimirante - ha spiegato il capogruppo leghista - ampliare l'area pedonale sul lato sinistro di viale Stazione e costruire dei passaggi pedonali su strutture di plexiglas opportunamente illuminate, capaci di illustrare ai turisti le ricchezze del sottosuolo». E i costi? Meglio qualche piccolo investimento in più in uno dei parchi archelogici più vasti d'Italia che riseppellire sotto l'asfalto testimonianze antiche, sentite come patrimonio di tutti.
PADOVA - La Lega denuncia l'insabbiamento del muro romano
Un gruppo di tecnici della Sovrintendenza ha archiviato la pratica del muro romano rinvenuto durante gli scavi per la sistemazione della rete idrica nel sottosuolo di viale Stazione. I lavori non sono stati bloccati, ma il tempo necessario alle procedure di rito ha rallentato il processo. Le tubature dell'acquedotto passeranno il manufatto senza danneggiarlo. I commercianti sono soddisfatti dei tempi brevi per il ripristino della strada. L'Amministrazione ha deciso di chiudere gli interventi prima del prossimo settembre.
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