Scientificamente inaccettabile, concretamente irrealizzabile. Così la soprintendente Alessandra Marino boccia l'«operazione facciata San Lorenzo». L'idea del sindaco di realizzare l'incompiuta di Michelangelo basandosi sul bozzetto lasciato dal grande artista è «un'operazione superata», per la scienza e la storia dell'arte dei nostri giorni scientificamente inaccettabile. E nella lettera che la soprintendente ha inviato al Corriere Fiorentino, ricorda anche che non basta un bozzetto per riprodurre un'idea eccezionale: Michelangelo stava «in cantiere, disegnava le modanature, sul momento» e non esistono più neanche gli artigiani capaci di seguire le indicazioni (che comunque non potrebbero arrivare) del maestro. Insomma, «non esiste il rewind, per la storia». Eppure, l'idea generale (che piace pur dividendo la città, come dimostra il sondaggio su CorriereFiorentino.it) potrebbe funzionare. Soprattutto il modello ipotizzato: pensare di coinvolgere i privati, anche internazionali, su un progetto puntuale. «Al mecenate, a chi sponsorizza interventi di restauro o di sostegno all'arte o alla cultura, non basta più la targhetta sul monumento restaurato, vuole essere coinvolto in tutte le fasi dell'operazione» spiega Albino Ruberti, amministratore delegato di «Civita», la fondazione presieduta da Antonio Maccanico che si occupa di tutela e valorizzazione dei beni culturali; e quindi «al di là della valutazione scientifica sulla scelta, che non mi compete», l'operazione San Lorenzo «l'idea di lavorare su progetti condivisi, coprodotti» come in questo caso o in quello del Colosseo con Della Valle, «risponde a questi requisiti». Una città che fatica a trovare donazioni e sponsor per salvare la sua principale fondazione, il Maggio musicale, può puntare a coinvolgere investitori in un progetto come quello di San Lorenzo? «Quando ero assessore alla cultura, un sondaggio ci indicò che solo il 4 per cento dei fiorentini conosceva e frequentava il Maggio: le assicuro che da quando Renzi ha lanciato l'idea michelangiolesca, in città non si parla d'altro, e la notizia ha avuto eco nel mondo» dice il presidente del Consiglio comunale Eugenio Giani. L'idea di realizzare la facciata (temporanea però, «effimera») era sua, «Renzi ha avuto ancora più coraggio e, ovviamente, risalto». Ma i soldi ci sono? «In tre anni e con tre milioni di euro il progetto si può completare, ho contatti con importanti imprenditori fiorentini, con relazioni negli Usa, che potrebbero finanziarlo. Anche Paolo Presa mi disse: questa è una cosa da fare» L'idea convince anche Leonard Ferragamo: l'imprenditore presiede l'associazione Partner di Palazzo Strozzi, che ha raccolto anche l'anno scorso oltre un milione e mezzo di euro. «Trovo molto intelligente e positivo che il Comune si ponga l'obiettivo di progetti importanti, talvolta anche inaspettati, che vadano nelle direzione di riqualificare la città» dice, così come è «molto intelligente l'idea del referendum su questo o altri progetti. Saper interpretare l'opinione prevalente dei cittadini è opportuno e doveroso». Ma l'aiuto dei privati, arriverà? «I privati fanno di più che dare risorse: velocizzano queste iniziative risponde, convinto che il consenso sia possibile anche per San Lorenzo Vogliono condividere e gestire insieme alla pubblica amministrazione; i privati vogliono gioco di squadra, identità di vedute. Una alleanza per la città, come per Palazzo Strozzi. Ma se si potrebbe ripetere un'operazione come quella che ha portato Tetsuya Kuroda a donare 1.130.000 euro per restaurare la Cappella Maggiore di Agnolo Gaddi in Santa Croce, di privati italiani poche tracce. «Le difficoltà burocratiche per le erogazioni liberali di questo tipo sono ancora insormontabili» spiega Patrizia Asproni, presidente di Confcultura e nel board degli Amici degli Uffizi. L'associazione, con sede riconosciuta negli Usa, raccoglie 8 mila soci che finanziano ogni anno la Galleria. «Ci vuole la defiscalizzazione delle donazioni aggiunge ma anche un meccanismo chiaro: le persone si convincono a donare se lo scopo è definito, negli obiettivi e nei tempi». Che ne pensa dell'idea di Renzi? «A me ha divertito moltissimo la facciata di Santo Spirito proiettata da Mario Mariotti. Ma ha ragione Antonio Paolucci: non si interviene dopo secoli, fuori dal contesto storico».