In media una volta ogni dieci anni viene fuori il tormentone della facciata di San Lorenzo, a Firenze, che si può benissimo costruire perché ci sono i disegni di Michelangelo, perché le cave di marmo sono le stesse che il Buonarroti utilizzava, perché uno sponsor per una impresa del genere lo si trova di sicuro. Anzi, già esiste, pronto e con l'assegno in mano. E infatti chi non vorrebbe legare il suo nome alla "resurrezione" del sogno architettonico più splendido del Rinascimento? Ogni dieci anni i Soprintendenti di turno sono costretti a prendersi l'ingrato compito di smorzare gli entusiasmi spiegando a podestà, a sindaci, ad assessori che no, quell'idea, per quanto bella, generosa, eroica e in tutto degna dello spirito di Firenze, non è praticabile. Perché? Perché non è consentito a nessuno mandare all'indietro la ruota della storia. Se la facciata non è stata messa in opera, se il progetto di Michelangelo è rimasto sulla carta e di fronte a noi sta l'immenso (e bellissimo) prospetto al rustico, è perché le cose sono andate in un certo modo, perché la storia di Firenze, di Roma, dell'Italia insieme alla vicenda esistenziale e artistica del Buonarroti, ha conosciuto un certo svolgimento e un certo destino. Si dirà che altre facciate di insigni chiese (Santa Croce, S. Maria del Fiore) sono state realizzate in epoca moderna e senza il supporto dei cospicui riferimenti documentari e progettuali di cui, al contrario, San Lorenzo in abbondanza dispone. Ma la cultura storica e la sensibilità artistica che hanno governato fra Ottocento e Novecento, i cantieri di S. Croce e di S. Maria del Fiore, sono assai lontane dalle nostre. Per fortuna, aggiungo io. Perché negli stessi anni in cui si realizzava in forme genericamente medievali il "pastiche" multistilistico della facciata di Santa Maria del Fiore, l'antico centro storico della città veniva abbattuto. La città abitata da Cimabue e da Giotto, da Brunetto Latini e da Guido Cavalcanti, il centro medievale più prezioso d'Europa, spariva per sempre. Come saremmo tutti noi più felici se S. Maria del Fiore e S. Croce mantenessero la loro facciata incompiuta ed esistesse ancora, insieme alla cerchia delle mura, arnolfiane, l'antico centro storico della città!... Questo per dire che le sensibilità e le culture cambiano molto velocemente e che chiamare in causa il ripristino in stile delle facciate delle antiche chiese fiorentine non è un argomento. Ancora meno lo è l'idea del referendum popolare. Tutto si può sottoporre a referendum, tutto ma non la storia.
PERCHÉ DICO NO A MICHELANGELO
La facciata di San Lorenzo a Firenze viene fuori ogni dieci anni, ma i Soprintendenti devono spiegare ai podestà, sindaci e assessori che non è praticabile. La storia di Firenze e del Buonarroti ha un destino preciso. Altre chiese, come Santa Croce e S. Maria del Fiore, sono state realizzate in epoca moderna senza documentari e progettuali. La cultura storica e artistica del Novecento è lontana da quella del Rinascimento. La facciata incompiuta di S. Maria del Fiore e S. Croce sarebbe meglio se esistesse ancora. Le sensibilità e le culture cambiano velocemente e non si può chiamare in causa il ripristino in stile delle facciate delle antiche chiese.
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