Nella tomba sono in molti a rivoltarsi. Sicuramente l'oxfordiano John Ruskin, l'austriaco Alois Riegl, il nostro Cesare Brandi: gente che ha consacrato la vita a spiegare come i nostri monumenti siano testimonianze di civiltà così come sono, da non alterare e da riconsegnare alle generazioni successive. Argan e Brandi, in un documento fondamentale di cultura e di civiltà universalmente accettato - "Carta del Restauro", 1972 ci dicono che "sono proibiti indistintamente i completamenti in stile o analogici, anche in forme semplificate e pur se vi siano documenti grafici o plastici che possono indicare quale fosse stato o dovesse apparire l'aspetto dell'opera finita". Nel caso della facciata di San Lorenzo poi, il disegno michelangiolesco è sommario e non corrispondente alla realtà del "grezzo" (i cui ricorsi in pietrame costituiscono le ammorsature predisposte per un'opera che non si fece e non si volle fare). Sorprende ciò che si riferisce; e cioè che in sede pubblica non si sia subito intervenuti per scoraggiare l'ipotesi di una realizzazione trionfalistica di "completamento" dopo cinque secoli! CONTENTIAMOCI delle simulazioni (proiezioni pur suggestive) e chi voglia saperne di più vada a Casa Buonarroti a vederne il modello ligneo; se proprio si muore dalla voglia di far qualcosa si simuli una "buccia" in legno o in resina patinata (e poi la si rimuova), ma non si diano gambe all'ipotesi di metter mano con marmi alla facciata. Né, francamente, la passione di qualche collega alla causa del "completamento cinquecentenario" vada oltre, appunto, una dignitosa simulazione. Qualcuno deve ringraziare Iddio che James Beck ci abbia lasciato qualche anno fa, altrimenti saremmo già a far sorridere i lettori del "New York Times " e di mezzo mondo! Ma come si può immaginare se non per scherzo di sottoporre a referendum cittadino un problema di rigorosa tutela del patrimonio artistico ? E' vero che oggi si "aprono" nuove sedi ministeriali senza alcuna fondatezza giuridico-istituzionale , ma qui si tratterebbe di alterazione vera e propria perla quale ed è impensabile soprintendenze e comitato nazionale dei beni culturali dovrebbero essere consenzienti. UNA RIFLESSIONE s'impone: ma cosa sta succedendo alla cultura della nostra città ? Siccome non vogliamo credere ad operazioni opportunistiche di consenso , ci domandiamo: è mai possibile che lo scollamento fra prassi e cultura della città abbia potuto raggiungere tali livelli? Nessuno si porrebbe a completare la Pietà Rondanini, nessuno a integrare lo scavo di un Prigione, come nessuno ha reintegrato la grande Croce cimabuesca dalle ferite dell'alluvione, così come ci ha insegnato Umberto Baldini. SE POI QUALCUNO dalle aule consiliari piuttosto che da quella universitarie di tutto il mondo volesse aprire verso una nuova stagione di "completamenti" in stile (tornando all'ultimo Ottocento), si faccia avanti: c'è tanto lavoro, dal Partenone al Colosseo, da Corinto a Cirene, da Sabratha a Machu Picchu.
FIRENZE - Non scherziamo E' un' idea inconcepibile
Il testo discute la facciata di San Lorenzo a Milano, progettata da Michelangelo, e le proposte di "completamento" in stile che sono state avanzate nel corso degli anni. L'autore critica le proposte di completamento, considerandole inadeguate e dannose per il patrimonio artistico. Si ricorda che il "Carta del Restauro" del 1972 stabilisce che i monumenti non devono essere modificati o completati in stile. Il testo anche menziona altri esempi di interventi dannosi sul patrimonio artistico, come la reintegrazione della Croce cimabuesca.
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