Pedine da gioco, un'ara sacra e tanti altri oggetti emergono dalla campagna di scavi In crescita anche il movimento turistico per l'area di Massaciuccoli Pedine da gioco, pietre preziose un tempo incastonate in un anello, vasetti di pigmento colorato e una serie di monete. I reperti, dalla villa romana di Massaciuccoli oggetto di scavi archeologici in questi mesi, spuntano qua e là praticamente tutti i giorni. Ma sono ben altre le scoperte fatte in questi mesi: ora si sa che quella è una villa del primo secolo dopo Cristo, probabilmente utilizzata per immagazzinare generi alimentari. E che sotto ci sono i resti di una civiltà precedente, etrusca probabilmente. Negli ultimi anni l'interesse per l'area di Massaciuccoli (villa romana, terme, lago e oasi lipu) è cresciuto esponenzialmente. Non tanto e non solo grazie a tanti studiosi che l'hanno scelta come luogo del loro lavoro. Ma anche perchè scelta da tanti appassionati e curiosi. Il merito, da una parte, è anche dell'amministrazione. Che negli ultimi tempi ha convogliato a Massaciuccoli una serie sterminata di eventi e appuntamenti. Dall'ormai famoso "festival romano" con le sue rievocazioni e ricostruzioni storiche (quasi 2.500 persone per l'ultima edizione) alle conferenze scientifiche che si svolgono nel museo (che vedono ogni volta decine di partecipanti), dai laboratori scolastici ai concerti. L'aumento di presenze turistiche - spiega l'assessore alla cultura Riccardo Rolle - si deve anche alla gestione consociata di Lipu, donatori sangue Fratres e gruppo archeologico. La gente del posto ha ricominciato a sentire questo luogo suo, e a farlo rivivere. Ma al di là della iniziative che sicuramente stanno contribuendo a far conoscere ad un pubblico sempre più vasto quel che Massaciuccoli può offrire, anche gli scavi in sè suscitano interesse. Nell'area lavora un pool di cinque archeologi professionisti (guidati dalla direttrice dello scavo Francesca Anichini e dalla direttrice scientifica Emanuela Paribeni della Sovrintendeza) aiutati da decine di giovani: stagisti, per lo più volontari, dell'università di Pisa. Abbiamo ragazzi da tutta Italia - dice Anichini - ma anche da Inghilterra, Francia, Belgio e Polonia. Le scoperte, per loro ma anche per chi tutti i giorni va a sbirciare il loro lavoro, sono tante. Abbiamo trovato tracce di attività produttive: forse un'ala della villa era utilizzata per conservare formaggi. Abbiamo anche rinvenuto un'ara sacra, con la base di una statua, cosa strana per un'abitazione che si trovava fuori dai centri urbanizzati. Ora stiamo portando alla luce un porticato, molto ben conservato, e successivamente passeremo alla stanza centrale, dove c'era una vasca o un abbeveratoio. Sotto la struttura centrale però sono state trovate tracce di insediamento etrusco. Tanti anche gli oggetti che tutti i giorni vengono portati alla luce. Tra i più curiosi alcune pedine da gioco (tipo dama), dei vasetti contenenti colorazioni varie (utilizzate probabilemente per affrescare le mura), una pietra con l'incisione di un'aquila, una matassa di filo di piombo (usato come peso per le reti da pesca), una serie di monete e uno strano vasetto con la raffigurazione di un toro pronto per il sacrificio. Mettiamo le foto di alcuni reperti anche sulla nostra pagina facebook - ci confida Francesca Anichini - perchè spesso, sulla rete, riusciamo ad avere suggerimenti o consigli per la catalogazione. I reperti trovati vengono puliti e inviati in sovrintendenza: poi, almeno per ora, vengono conservati in un magazzino a Piano di Mommio.