Bruciano il portone in legno e una stanza stracolma di rifiuti. Intervento dei pompieri Castelvetrano. Sempre più ridotto a un rudere Palazzo Signorelli, uno dei pochi autentici esempi di stile Liberty nella Sicilia occidentale, dove lunedì sera, intorno alle 21,30, si è registrato un incendio. A bruciare, al piano terra, una stanza di circa 20 metri quadrati stracolma di rifiuti di ogni genere e il portone in legno che ne chiudeva l'apertura. I vigili del fuoco del distaccamento di Mazara del Vallo, che hanno lavorato un paio di ore per spegnere le fiamme che nella tarda mattinata di ieri a causa del calore che le ha rinvigorite non apparivano del tutto estinte, non hanno trovato sul posto tracce di dolo. Il rogo, però, potrebbe avere origini colpose. Al civico 5 di via XXIV Maggio, dove sorge l'edificio, le cui pareti sono sorrette da pilastri esterni in conci di tufo, lunedì sera i vigili del fuoco hanno fatto intervenire anche tecnici dell'Enel dopo avere accertato che vi erano fili dell'energia elettrica pericolanti. Nel 2008 Legambiente aveva inserito Palazzo Signorelli nella campagna di «Salvalarte Sicilia gran tour» e ne aveva proposto, inascoltata, il recupero per trasformarlo in museo. Anche la Sovrintendenza non ha assunto iniziative per far sì che questo gioiello architettonico rimanesse a futura memoria. Il palazzo fu commissionato da Bartolomeo Signorelli, piccolo industriale e amministratore dei Florio per le proprietà di Castelvetrano. Il committente, influenzato dal movimento culturale dell'intera isola conosceva bene il Liberty dei Basile e il nuovo materiale di rivestimento in terracotta, gli stabilimenti e le tecniche di costruzione d'avanguardia per il periodo: il cemento armato e infissi scorrevoli. L'edificio era composto da un corpo principale con magazzini e stalle al piano terra e dal piano nobile al primo piano, dove risiedeva la famiglia Signorelli. Nel retro c'era un giardino e le facciate erano impreziosite da decorazioni Liberty. La torretta, crollata 3 anni fa, era caratterizzata dal parapetto con dieci moduli decorativi in stile Liberty ideate e prodotte dal ceramista Enrico Vella che operò a Caltagirone tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Palazzo Signorelli è di proprietà privata e negli anni passati il circolo Legambiente «Crimiso» aveva proposto a Comune, Provincia e Regione di acquisirlo per fini culturali e di renderlo fruibile. Margherita Leggio 27072011