Una colata di cemento e ovviamente un grande affare. È il raddoppio dello scalo aereo di Fiumicino. Pochi ne parlano, molti guadagnano anche solo da questo silenzio. Per i protagonisti del progetto come raccontato dal Fatto lo scorso 14 luglio però nessun problema. C'è anche chi è arrivato a proporre un'equazione affascinante: "Calcolando 4 mila addetti ogni milione di passeggeri, se le previsioni di crescita saranno rispettate con 100 milioni di viaggiatori in più al 2030, i nuovi posti di lavoro saranno 400 mila" spiegava Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma, a margine della presentazione del Rapporto 2010 dell'Enac. Come dire no? Però i comitati locali non ci stanno: temono pesantissime ricadute ambientali. Sulla zona inoltre incombe un altro piano: quello di una "nuova Malagrotta". Dopo il cemento, i rifiuti.
Nel box: Il raddoppio di Fiumicino: la colata di cemento che vale oro
Una colata di cemento e ovviamente un grande affare. È il raddoppio dello scalo aereo di Fiumicino. Pochi ne parlano, molti guadagnano anche solo da questo silenzio. Per i protagonisti del progetto come raccontato dal Fatto lo scorso 14 luglio però nessun problema. C'è anche chi è arrivato a proporre un'equazione affascinante: "Calcolando 4 mila addetti ogni milione di passeggeri, se le previsioni di crescita saranno rispettate con 100 milioni di viaggiatori in più al 2030, i nuovi posti di lavoro saranno 400 mila" spiegava Fabrizio Palenzona, presidente di Aeroporti di Roma, a margine della presentazione del Rapporto 2010 dell'Enac. Come dire no? Però i comitati locali non ci stanno: temono pesantissime ricadute ambientali. Sulla zona inoltre incombe un altro piano: quello di una "nuova Malagrotta". Dopo il cemento, i rifiuti.
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