Si è staccato un frammento di quasi due chili. Immediato sopralluogo Una lunga fila di transenne davanti alla facciata impedisce di avvicinarsi e di entrare nella basilica di San Marco. I turisti, ma anche le persone che vogliono entrare in chiesa a pregare, devono passare da via Cavour, perché il sagrato è diventato pericoloso al pari di un passo di montagna a rischio caduta massi. E non sembri un modo di dire: padre Fausto racconta che uno degli ultimi frammenti in pietra che si è staccato qualche giorno fa pesava un chilo e ottocento grammi. Sullo spigolo sinistro del piccolo timpano sopra il portale d'ingresso si vede il segno del pezzo mancante, più a destra un'altra ferita sul capitello. «Meno male che in quel momento non stava passando nessuno continua Padre Fausto . Negli ultimi giorni ci siamo accorti che in più punti ci sono stati fregi che si sbriciolavano, intonaci che cedevano, cornicioni che si crettavano sulla facciata, compreso il lato del chiostrino dei Silvestrini. Per questo abbiamo ritenuto di dover avvisare la sovrintendenza che regolarmente segue e coordina gli interventi necessari alla nostra chiesa». Oltre ai tecnici della tutela del patrimonio artistico e monumentale, anche i vigili del fuoco sono intervenuti per verificare le condizioni dell'edificio e valutare eventuali rischi per i passanti. Sollevati da un braccio di un'auto gru, hanno effettuato una serie di saggi nei punti esterni della chiesa che risultavano più degradati, staccando alcuni pezzi di intonaco e di pietra serena che sembravano precari e prossimi a cadere. Da qui l'urgenza di un'immediata transennatura dell'intero sacrato e l'indicazione per un immediato quanto dettagliato sopralluogo all'intera facciata neoclassica per il consolidamento delle troppe campate a rischio di distacco. La prima verifica sulle condizioni della monumentale basilica ampliata da Michelozzo nel 1437 per volere di Cosimo il Vecchio, è stata effettuata dall'architetto della sovrintendenza per i beni architettonici Enzo Cacioli, anche se l'edificio è di proprietà del Fec, fondo edifici del culto, che rientra fra i beni del demanio e quindi con competenza del ministero degli interni. Ma burocrazia a parte, la malattia che piano piano sta sgretolando San Marco si chiama traffico. Soprattutto quello pesante, di autobus e pullman turistici che da quando è scattata la pedonalizzazione di piazza Duomo infieriscono sempre di più sull'antica basilica del Savonarola. Si capi subito che liberare Santa Maria del Fiore dalla morsa del trasporto pubblico avrebbe voluto dire appesantire e intensificare i passaggi in piazza San Marco. E infatti le conseguenze non si sono fatte attendere. Vibrazioni continue mettono a dura prova l'intero complesso, chiesa e museo, facciata e affreschi del Beato Angelico. Dopo il riordino delle linee dell'Afat, si calcola che siano più di 1.800 i bus che giornalmente transitano davanti alla chiesa, in un verso e nell'altro. Come se non bastasse, vanno aggiunti i pullman turistici che prima passavano da via della Dogana e che adesso invece sfilano proprio sotto la basilica. «Ci rendiamo conto che sul traffico la coperta è sempre corta continua padre Fausto . Non c'è dubbio che fosse giusto pedonalizzare piazza Duomo e quindi è normale che sia finito per penalizzare un'altra zona. Ma credo che sia l'ora di prendere qualche accorgimento e qualche correttivo anche per piazza San Marco, perché con tutto questo traffico e queste vibrazioni non possiamo andare avanti».