«Il blocco dei lavori di realizzazione dell'ascensore per il castello non è stato "graziosamente concesso" dall'amministrazione comunale, ma è stato imposto dalle Soprintendenze». A chiarirlo è il Coordinamento della associazioni contro l'ascensore di Gorizia. Che aggiunge: «La sorveglianza archeologica allo scavo, seppur pagata dal Comune, non è stata da questo richiesta, ma imposta come "conditio sine qua non" per la realizzazione delle funicolari dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici già nel 2003 ai tempi del progetto definitivo: che si tratti di un'imposizione "poco gradita" ai fini della rapidità di realizzazione dell'impianto lo dimostra il fatto che, a cantiere già ampiamente avviato, lo scorso gennaio la dott.ssa Mandruzzato non era ancora al corrente dell'inizio dei lavori ed ha dovuto premurarsi in prima persona di contattare il Comune». Le associazioni sono in fiume in piena. «Se l'impianto a funicolare deve realmente servire a valorizzare il castello di Gorizia perché nel momento in cui ne riaffiorano alcune delle vestigia più antiche se ne chiede l'abbattimento - arrivando persino a giustificarlo con l'ipotesi che si tratti di "falsi storici" - come "tributo da pagare" per la realizzazione dell'impianto stesso? A questo punto - scrivono in una nota - ci auguriamo che gli addetti ai lavori possano effettuare tutti i dovuti accertamenti e le indagini del caso sui ritrovamenti senza subire indebite pressioni dovute al lievitare dei costi che comporta un cantiere fermo e l'ipotesi, ormai quasi certezza, costituita dalla necessità della variante di progetto». «Nel frattempo - prosegue il Coordinamento - il Servizio Via della Regione, che da noi avvisato sul blocco del cantiere ha già preso contatto con le Soprintendenze, provvederà ad accertare la correttezza dell'iter procedurale del progetto, gli eventuali danni subiti dall'ambiente e dalle strutture preesistenti e ad avviare lo screening per Via, fondamentale in particolare per la variante di progetto». Le associazioni chiudono con un invito, il solito. «Invitiamo infine nuovamente il sindaco ad un confronto pubblico sulla problematica "ascensore"».
Gorizia, Castello. Ascensore, blocco dei lavori voluto dalla Soprintendenza
Il Coordinamento delle associazioni contro l'ascensore di Gorizia ha dichiarato che il blocco dei lavori di realizzazione dell'ascensore per il castello non è stato "graziosamente concesso" dall'amministrazione comunale, ma è stato imposto dalle Soprintendenze. Le associazioni hanno richiesto la sorveglianza archeologica allo scavo, ma non è stata richiesta, ma imposta come conditio sine qua non. Il Coordinamento ha anche affermato che le associazioni sono in fiume e che si augura che gli addetti ai lavori possano effettuare tutti i dovuti accertamenti e le indagini del caso senza subire indebite pressioni.
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