La stima emersa da un incontro tra enti pubblici. Impossibile reperire la somma Si punta a un'apertura parziale dell'area entro il 2014 utilizzando fondi europei GRADISCA. Ci vorrebbero 28 milioni di euro per risistemare il castello di Gradisca. La stima è stata resa nota all'amministrazione comunale nei mesi scorsi dal pool di enti pubblici che vantano, per un motivo o per l'altro, una titolarità sul maniero in stato di totale abbandono dalla metà degli anni '80. E allora, nell'impossibilità di reperire una somma simile, si cercherà un traguardo intermedio: arrivare ad una riapertura (almeno parziale) dell'area ai visitatori entro il 2014. Ovvero, entro la fine del secondo mandato della giunta Tommasini. Non è una posta da poco, quella esplicitamente messa in palio dalla collaborazione fra gli enti che vantano una qualche titolarità sul complesso: il Comune di Gradisca, l'Agenzia del demanio e il Genio civile. A sbloccare la situazione, però, è stato un incontro fra gli stessi amministratori, il provveditore aggiunto alle opere pubbliche per il Friuli Venezia Giulia, Giorgio Lillini, e il responsabile regionale dell'Agenzia del demanio Roberto Fusari. Altri soggetti che avranno una parte attiva nell'ambizioso progetto sono Arcus spa - agenzia governativa per il recupero dei beni culturali, che lo finanzierà attraverso fondi europei - il Genio civile e la Sovrintendenza ai beni architettonici. Ma come sarà possibile arrivare in poco meno di tre anni alla fruibilità del maniero? E cosa prevede questa "santa alleanza" fra enti pubblici? L'obiettivo numero uno è fermare il degrado degli edifici. Portarli al grezzo e adeguarli alle normative antisismiche. Ripristinarne almeno lo scheletro; per individuarne la destinazione ci sarà tempo. Il secondo obiettivo è quello di arrivare a una riapertura (intanto dell'area esterna) ai visitatori dopo un'operazione di pulizia e bonifica di camminamenti e cinta muraria. Tutto prende le mosse da un fondo Ue da 1,5 milione di euro - già stanziato da Arcus - finalizzato alla messa in sicurezza strutturale il maggior numero possibile di edifici siti all'interno del complesso. Saranno rifatte le coperture, gli intonaci e i solai degli immobili più usurati da incuria e intemperie di questi decenni. Saranno esentati dal primo maquillage edifici interessati da interventi più recenti , come il palazzo del Capitano e la caserma La Longa. Chissà se e quando toccherà invece alla chiesetta di San Giuseppe, ormai distrutta. Soddisfatti gli amministratori a palazzo Torriani: «La strada verso il recupero se non altro ha, dopo decenni, un punto di partenza e una direzione verso cui andare. Agli enti che hanno individuato una strategia operativa va la gratitudine della città». L'origine della fortezza gradiscana risale al 1479. Dal 1984 il castello è abbandonato a se stesso.
Castello di Gradisca (GO): 28 milioni per il restauro
Un incontro tra enti pubblici ha stimato che ci vorrebbero 28 milioni di euro per risistemare il castello di Gradisca. In mancanza di fondi, si prevede una riapertura parziale dell'area entro il 2014. Il Comune di Gradisca, l'Agenzia del demanio e il Genio civile hanno stabilito un piano per fermare il degrado degli edifici, ripristinarne lo scheletro e arrivare a una riapertura parziale dell'area. Il piano prevede l'utilizzo di fondi europei per la messa in sicurezza strutturale degli edifici e la pulizia e bonifica di camminamenti e cinta muraria. L'origine del castello risale al 1479.
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