Il sole dopo il temporale. E' una classica giornata romana autunnale in cui l'inverno sembra ancora lontano. Ma la luce mediterranea e la trasparenza del cielo è proprio come forse la vide Zaha Hadid alcuni anni fa, era il 1999, quando visitò Roma in largo e lungo per dar corpo al progetto per il Maxxi, il museo d'arte del Ventunesimo secolo che in questi giorni taglierà il traguardo della copertura del solaio dei 10.000 metri quadrati del piano terra. All'interno dell'edificio dell'ex caserma Montello già inaugurato dopo il restauro con una serie di mostre (tra cui una con i progetti della Hadid) il vocio delle classi impegnate in una sorta di gioco didattico sulle rassegne in corso, riempiono i vuoti creati dall'altezza dei soffitti, Pio Baldi, il direttore generale della Darc, la Direzione generale del ministero per l'architettura e l'arte contemporanea, parla con malcelata soddisfazione del cammino fatto da quando fu lanciato il concorso per realizzare quest'opera che avrebbe costituito il ponte tra la Galleria d'arte moderna a Valle Giulia e le nuove tendenze. Vedere operativo questo spazio è una grande conquista per il cronico ritardo di Roma sull'arte e soprattutto per le ansie dei fondi: dati, tolti, ridati, grazie anche al ministro Giuliano Urbani che in quest'opera ha creduto e al Provveditorato delle Opere pubbliche del Lazio che ne ha finanziato la realizzazione. Con Baldi saliamo al piano di sopra dove disegni, plastici, video mostrano l'avanzamento dei lavori del Maxxi, un logo nato con il museo, ricalcato perfino dalla Tim per la promozione in occasione del Natale. All'esterno, la grande spianata in cemento è coperta da fango e pozzanghere d'acqua. I ferri spuntano da ogni parte e tutto sembra fermo, immobile, se non fosse che per qualche operaio in elmetto che si affaccia ogni tanto dai sotterranei. «Confermo, tra qualche giorno copriremo il piano terra e nel giro di pochi mesi saranno visibili le linee della volumetria creata dalla Hadid. Questo luogo si reinserirà nel quartiere e si avranno le prime impressioni: piace non piace? Si scateneranno i giudizi, ma finalmente il progetto sul quale si è impegnato con entusiasmo l'intero team della Darc, avrà una forma reale, la moquette non sarà solo un bell'oggetto da ammirare e sul quale riflettere, discutere, approvare o bocciare sulla carta. Stiamo tagliando un traguardo importante a cui si deve aggiungere il più complicato, quello della struttura interrata che sarà adibita a deposito, percorsi di smistamento e servizi. Nel secondo livello interrato invece vi saranno servizi tecnici e impianti. Perché i lavori siano completati bisognerà però aspettare il 2 gennaio 2007 quando l'impresa consegnerà il museo chiavi in mano», spiega Baldi. Usciamo all'aperto. Saltelliamo da un "laghetto" all'altro. In effetti quello che dall'alto sembrava un ammasso di ferraglia e attrezzature da cantiere, un deposito, è invece una copertura solida in cemento armato frutto di calcoli complicatissimi. Ecco le famose curvature che rendono il progetto così particolare. Non appaiono aggressive. Non sembrano proprio uno svincolo autostradale, com'è stato detto. Sono dolci e sinuose, assomigliano a linee femminili, un fotogramma in bianco e nero che sfuma nel grigio. Si vede che a ideare tutto questo c'è stata una mano di donna, quella di Zaha Hadid, e si capisce che non sarà uno di quegli edifici dove le opere d'arte si perdono e la struttura sovrasta per importanza il contenuto. Scendiamo al piano interrato. Ed è da qui che finalmente si ha un'idea esatta del movimento, delle linee che avanzano nel terreno, creando quello strano effetto di circolarità e dinamicità che danno all'insieme, sempre nella grandiosità, un aspetto non dispersivo dove ritrovare quella necessaria concentrazione di cui si ha bisogno avvicinando l'arte. «E' stata la parte più difficile», continua Baldi. «Era complicato realizzare questo movimento circolare. Un lavoro che solo poche imprese erano capaci di fare. Sì, la Hadid controlla, viene a Roma ogni qualche mese, è comunque continuamente informata da un rappresentante del suo studio che sta sempre sul cantiere e le riferisce ogni cosa. Lei ci tiene a quest'opera: è la più grande che abbia mai realizzato finora». Ma è davvero così tremenda come viene descritta? «Ogni persona di carattere ha un cattivo carattere, rimane una donna di grandissimo fascino e capacità, i suoi grandi occhi neri penetranti catturano l'attenzione». Intanto torniamo in superficie. Qui verrà una strada pedonale, via Guido Reni si collegherà con via Masaccio, qui il bookshop, qui la caffetteria, qui la biblioteca, qui i negozi... Aspettando il 2007.
Il Maxxi avanza verso il 2007 e non rallenta in curva
Il testo descrive la realizzazione del Maxxi, un museo d'arte contemporanea a Roma, progettato da Zaha Hadid. Il direttore generale della Darc, Pio Baldi, parla con soddisfazione del cammino fatto per realizzare l'opera, che avrebbe costituito il ponte tra la Galleria d'arte moderna a Valle Giulia e le nuove tendenze. Il museo è stato finanziato dal Provveditorato delle Opere pubbliche del Lazio e dal ministro Giuliano Urbani. I lavori sono in corso e il piano terra sarà coperto entro breve. Il progetto è stato difficile da realizzare, ma la Hadid è stata sempre coinvolta e ha controllato ogni fase. Il museo sarà completato nel 2007 e sarà aperto al pubblico.
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