Barracco (Federculture): servono fondi per valorizzare il patrimonio culturale. Defiscalizzare tutte le erogazioni a favore del patrimonio culturale può aiutare gli enti locali che hanno subito forti tagli da parte della Finanziaria 2003. Ne è convinto Maurizio Barracco, presidente di Federculture, l'associazione datoriale che ha siglato il primo contratto nazionale per il tempo libero. Spetta, infatti, ai comuni gestire la maggioranza delle strutture del patrimonio culturale italiano: dei 3.554 musei presenti sul territorio, 1.538 (pari al 43,4) sono di proprietà comunale, mentre 600 (14,6) appartengono allo stato. «L'estensione ai privati delle agevolazioni previste finora per le società», ha detto Barracco, «insieme al recupero di antiche tasse, quali quella di soggiorno, può aiutare province e comuni a valorizzare le risorse artistiche e culturali, venendo incontro alle richieste dei turisti che visitano le nostre città d'arte. Non dimentichiamo, infatti, che chi viaggia per cultura spende il doppio del viaggiatore normale». Il turismo delle città d'arte resta, infatti, il motore del nostro incoming. Durante il 2002, il 70 dei visitatori nordamericani e giapponesi e oltre il 50 di quelli europei, ha soggiornato nel Belpaese con una prima motivazione legata all'arte. Sono stati 2,6 milioni gli americani che hanno soggiornato almeno una notte in una località di interesse storico-culturale, 2,3 milioni i tedeschi, 1,6 milioni i britannici e più di 1 milione i giapponesi. In base alle rilevazioni delle delegazioni dell'Enit, questi turisti si aspettano soprattutto la tempistica nell'informazione su eventi, mostre e altre manifestazioni fruibili, e l'offerta di servizi ad alto valore aggiunto quale, per esempio, le city card che prevedono agevolazioni tariffarie per musei, ristoranti e negozi per lo shopping. «Bisognerebbe estendere anche ad altre città l'esperienza fatta in Campania con Artecard», ha continuato Barracco. Si tratta del kit da 13 euro della durata di tre giorni che consente di visitare i musei napoletani e i siti archeologici campani, utilizzando per gli spostamenti bus, funicolari, metro su ferro e metropolitana via mare. «Un altro nodo da sciogliere», sempre secondo il presidente di Federculture, «è la poca flessibilità dei contratti pubblici: i custodi dei musei potrebbero, per esempio, essere utilizzati anche per altre mansioni. Nei nostri contratti, infatti, i sorveglianti dei beni archeologici sono addetti anche al disboscamento. Soluzioni di questo genere evitano gli sprechi». Proprio per fare il punto sul ruolo degli enti pubblici e privati nella programmazione e nella gestione dei servizi culturali e del tempo libero si tiene, da oggi a sabato, la 2a conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo, promossa da Anci (Associazione nazionale comuni italiani), Upi (Unione delle province d'Italia), Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, Legautonomie, Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani), Federculture e realizzata in collaborazione con il Formez. L'incontro cercherà di sciogliere i nodi principali delle politiche per la valorizzazione del territorio, e di sviluppare il rapporto tra istituzioni pubbliche e imprese. La conferenza ha lo scopo di mettere in luce le prospettive di miglioramento normativo e sviluppare l'informazione su progetti innovativi.