L'happy hour in terrazza è una scelta infelice. Tradisce il valore dell'Arengario, lede l'immagine del palazzo, ignora le basilari regole del decoro urbano. È vietato sul tetto del Museo del Novecento. La Soprintendenza boccia la richiesta del ristorante «da Giacomo» di allargarsi sul belvedere dell'edificio per l'aperitivo. La Soprintendenza: «Dehors inopportuni» L'assessore Boeri: «Non si vedranno più installazioni incongrue con il valore della piazza e delle architetture che la circondano» L'happy hour in terrazza è una scelta infelice. Tradisce il valore dell'Arengario, vincolato e protetto dalle Belle arti, lede l'immagine del palazzo storico, ignora le basilari regole del decoro urbano. E' vietato sul tetto del Museo del Novecento. La Soprintendenza ai Beni monumentali e paesaggistici ha bocciato la richiesta del ristorante «da Giacomo» di allargarsi sul belvedere dell'edificio con sedie, gazebo e tavolini ed esportare il rito dell'aperitivo sul tetto di piazza del Duomo. Il permesso non è stato accordato. La direttrice della collezione civica, Marina Pugliese, accetta la decisione senza battere ciglio, del resto era anzitutto interesse del ristorante ospitare i clienti sulla balconata. Il soprintendente Alberto Artioli è lapidario: «L'iniziativa era inopportuna». La Milano d'arte non è una città da bere. Gli chef resteranno al coperto. I titolari dello storico ritrovo di via Sottocorno il toscano Giacomo Bulleri, la figlia Tiziana con il marito Marco Monti hanno aperto il locale di piazza del Duomo all'inaugurazione del Museo del Novecento, il 7 dicembre scorso, dopo aver vinto il concorso pubblico del Comune. Una cucina nel tempio della cultura. Piatti tradizionali. Zuppetta di farro fave e toscanelli con cozze e vongole. Ai tavoli: i turisti di Balla e Boccioni e la crème della finanza e dello spettacolo. Nella sala si intrecciano oro, rame e specchi. La veranda sta sulla sommità del Museo, struttura delicata, opera degli architetti Peregalli-Rimini. La vista sulla cattedrale, dal dehors di vetro, è spaziale come i tagli di Fontana. Uno spettacolo. Problema già la veranda è un'aggiunta, una modifica in corsa, rispetto al progetto di trasformazione dell'Arengario firmato da Italo Rota. La Soprintendenza, al tempo, valutò con qualche perplessità l'inserimento del volume nel palazzo. Alla fine l'approvò. «Ma l'espansione sulla terrazza, seppur temporanea, è comunque eccessiva», commenta Artioli. Per questo è stata scongiurata. La filosofia è semplice: piazza del Duomo è un bene da tutelare. Per dirla con le parole dell'assessore alla Cultura, Stefano Boeri: «Non si vedranno più installazioni incongrue con il valore della piazza e delle architetture che la circondano. Non faremo gli "affittacamere a pagamento"». La svolta è politica. Il tavolo di lavoro sulle nuove regole per il rispetto del centro storico è stato avviato mercoledì 20 luglio. Alla riunione, oltre al coordinatore Boeri, hanno partecipato gli assessori Franco D'Alfonso (Commercio), Chiara Bisconti (Sport), Pierfrancesco Maran (Trasporti e verde), l'arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, il direttore della Veneranda Fabbrica Benigno Visconti Morlin e infine il soprintendente Alberto Artioli, il giudice dell'aperitivo in terrazza.
Milano. La Soprintendenza dice no al dehors dell'Arengario
Il ristorante da Giacomo, situato in piazza del Duomo, ha chiesto il permesso di allargarsi sul belvedere dell'Arengario per offrire un'aperitivo. La Soprintendenza ha bocciato la richiesta, considerandola inopportuna e incongruente con il valore della piazza e delle architetture circostanti. Il soprintendente Alberto Artioli ha espresso la sua approvazione per la decisione, considerandola necessaria per tutelare il centro storico. Il ristorante avrà quindi da ridurre le installazioni sul tetto e non potrà offrire l'aperitivo in terrazza. La decisione è stata presa in seguito a una riunione del tavolo di lavoro sulle nuove regole per il rispetto del centro storico.
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